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Alta Vallesina

FABRIANO / Verso il voto regionale, Giancarlo Sagramola risponde a QdMnotizie

I candidati fabrianesi sono ai blocchi di partenza, abbiamo posto alcune domande su temi che in questo momento hanno un forte impatto sulla realtà locale

FABRIANO, 13 settembre 2020Giancarlo Sagramola è candidato indipendente al Consiglio regionale nella lista +Europa e Verdipresidente Mangialardi

 

Giancarlo Sagramola

Come sta cambiando la sua città?

«La crisi del manifatturiero l’ha scossa nel profondo. La risposta a questo cambiamento fatica a decollare anche se qualche timido segnale si intravede nel turismo (grazie alle politiche intarprese negli anni precedenti). Segnali positivi vengono da imprese piccole e medie che hanno avviato cambiamenti per inserirsi in nuovi mercati. Ci vorrà tempo e interazione con gli altri Comuni e con la regione».

Quale sarebbe la sua prima proposta da presentare in Consiglio Regionale per Fabriano?

«Non solo per Fabriano: togliere l’Irap (Imposta regionale sulle attività produttive) alle piccole e medie imprese dei comuni montani, per ridare vitalità e generare nuove attività economiche».

Quale è il gap maggiore che la città deve recuperare?

«Le relazioni con gli altri territori per sviluppare progettualità condivise. Oggi la sfida non si vince più da soli».

Occupazione, sanità e turismo: chi ha la priorità tra questi temi?

«Le tre cose camminano di pari passo: ognuna è legata all’altra. Io aggiungerei la salvaguardia e la manutenzione dell’ambiente anche in funzione della tutela dell’acqua come risorsa, che è fondamentale per l’intera Regione».

Nei mesi scorsi il passaggio di Cingoli dall’Area Vasta 2 a quella di Macerata ha visto una decisa presa di posizione anche a Fabriano. Il suo pensiero a questo proposito?

«È una scelta che ci consentirebbe di mantenere i nostri capisaldi nella Sanità: tre ospedali di primo livello (Fabriano, Jesi, Senigallia) integrati tra loro. L’Ospedale di Torrette di secondo livello e l’Inrca come ospedale e centro ricerca per l’età avanzata».

Parliamo del “Profili” e del Punto Nascite?

«Il Profili è già un ottimo ospedale, grazie anche ad un personale di alta qualità, come ha dimostrato anche durante il periodo del Covid. Sarà potenziato con le nuove quattro sale operatorie la cui gara per la realizzazione delle strutture dal costo di 12 milioni di euro si avvierà entro l’anno. Dopo aver perso l’accordo con il Salesi, i numeri ci vedono molto al di sotto dei 500 parti e se non cambia la legge nazionale, che neanche il governo Grillo-leghista aveva modificato, non ci sono grandi speranze. Diversa è la situazione di pediatria che va risolta e per la quale chi sarà eletto si dovrà impegnare al massimo».

Che ne pensa del problema legato ai giovani che emigrano?

«I giovani cercano lavoro altrove, un fenomeno che pone grossi problemi, ma i giovani si sentono cittadini europei e vanno dove riescono ad esprimere le loro potenzialità. Oggi il lavoro a distanza potrebbe consentirci (con reti efficienti) di mantenerli sul territorio. Ma non dimentichiamoci che lo sviluppo in questo territorio è stato avviato da un emigrato di ritorno: Aristide Merloni. Ed altri che tornati dall’estero hanno avviato un loro attività».

Intervista a cura di Daniele Gattucci e Sergio Federici

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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