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FABRIANO / VIA URBANI, NUOVO APPELLO DEI RESIDENTI: “TROVATE SOLUZIONI”

FABRIANO, 9 aprile 2019 – Infiltrazioni d’acqua, muffa, riscaldamento centralizzato e canone d’affitto troppo alto: tornano a far sentire la loro voce gli inquilini delle case erap di Via Urbani.

Questa volta però lo fanno attraverso un comitato, per raccordare le loro voci e per cercare far rimanere vigile l’attenzione di una serie di criticità iniziate ad esplodere a partire dal 2012. E proprio dall’anno i primi interventi di manutenzione per cercare di risolvere le situazioni, ma i problemi strutturali non sono stati risolti in maniera definitiva secondo quanto raccontato dal comitato.

Fanno l’esempio del piano terra, e ricordano che tutto è legato alla differente altezza del terreno circostante, più alto rispetto al livello delle case e senza fogne in pendenza così da non consentire il deflusso delle acque piovane.

“Continuano a subire danni su danni”, spiegano dal comitato. Ma oltre a quelle al mobilio c’è il ritorno delle muffe. “Anche se pur trattate puntualmente con appositi prodotti, tornano regolarmente a ripresentarsi mettendo a rischio la salute dei residenti.  Necessiterebbero di una soluzione definitiva anche le tubazioni degli scarichi delle acque nere che, sottodimensionate, necessitano dell’intervento di spurgo almeno ogni tre mesi”.

“Altro problema che dovrebbe essere risolto al più presto – proseguono – è quello relativo al riscaldamento. Così come sempre sostenuto anche dal Vicesindaco, Joselito Arcioni, l’impianto centralizzato dovrebbe essere suddiviso per consentire a ciascun residente di disporre liberamente del proprio impianto andando così a corrispondere il costo dell’effettivo proprio consumo senza accolli di dispersioni”.

Nodo Affitto

Ancora una volta, il grande problema fatto notare dai residenti e quindi dal Comitato Via Carlo Urbani, è il costo elevato dell’affitto. “Ancora non è stato abbassato, come da più parti ventilato. Vale ricordare allora, non solo che i danni sopra esposti pongono i residenti a continui costi di manutenzione, ma anche che gli appartamenti in questione dovrebbero essere stati locati a famiglie con reddito Isee compreso tra un minimo di 20 mila euro e un massimo di 36.950 euro e che, allo stato attuale, quasi nessuno degli abitanti rientra in tali fasce di reddito dalle quali sono invece ben distanti. Tali canoni elevati risultano essere, infatti, simili a quelli del libero mercato e quindi  non affatto sostenibili, anzi,  rappresentano  un’ulteriore problema che si ripercuote sulla vita stessa dei residenti”.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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