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Falconara Incendio raffineria, ambientalisti sul piede di guerra

Si sta valutando se presentare un altro esposto, intanto Fabio Amici, presidente del Comitato Trasparenza e Anticorruzione, sollecita il Comune a distribuire alla popolazione questionari per verificare l’effettiva conoscenza del Pee

Falconara – «Valuteremo se produrre un altro esposto per quello cheesentare accade alla raffineria e alla città di Falconara. La Procura della Repubblica ha aperto un fascicolo: siamo già impegnati in 5 procedimenti giudiziari e andrà a finire che passeremo i prossimi 15 anni nelle aule dei tribunali».

Gli esponenti del Comitato Mal’aria e dell’Associazione Falkatraz non arretrano e preannunciano nuovi interventi. L’incendio di venerdì sera a un impianto di trattamento del gasolio nella raffineria ha gettato altra benzina sul fuoco, e non poteva essere altrimenti.

Sono preoccupati per la sicurezza dei cittadini ma anche arrabbiati perché la popolazione, secondo loro, non ha ricevuto alcuna informazione tempestiva su quanto stava accadendo nella raffineria.

«Non è possibile andare avanti così: siamo tutti ostaggio di qualcosa che non è compatibile con il nostro territorio, l’azienda non è compatibile, le istituzioni che ci dovrebbero rappresentare non sono compatibili, così come gli enti di controllo».

Fabio Amici, presidente del Comitato Trasparenza e Anticorruzione, sollecita il Comune a distribuire alla popolazione questionari per verificare l’effettiva conoscenza del Pee, Piano di emergenza esterna, e dei comportamenti da adottare in casi emergenziali.

«Inoltre – dice – ritengo sempre valido l’uso di droni per monitorare l’aria e per individuare eventuali criticità».

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