Attualità
Falconara Nidi: le tariffe favoriscono chi risiede da più tempo in città
L’assessora Elisa Penna: «Si è giunti a un buon risultato, detratta anche la retta per i pasti che non vengono consumati»
Falconara – Tra gli argomenti centrali all’ordine del giorno nel Consiglio comunale di ieri pomeriggio c’erano le modifiche al regolamento dei nidi d’infanzia comunali, dopo le sedute consiliari a cui hanno partecipato i rappresentanti dei genitori dei bambini, l’ultima delle quali si era svolta il 17 dicembre 2024.
«Si è giunti a un buon risultato – ha detto Elisa Penna, assessora alle politiche scolastiche ed educative, alle politiche giovanili e all’ambiente – che vede favoriti ancora di più coloro che risiedono nel nostro territorio comunale, andando anche a premiare la continuità di permanenza nel Comune di Falconara. È stato, infatti, introdotto un punteggio premiale per ogni anno di residenza del genitore presente da più tempo a Falconara, così come si è introdotto l’obbligo di mantenimento della residenza fino all’inizio dell’anno educativo».
L’assessora ha evidenziato come si è cercato di favorire i residenti pur non abolendo completamente il principio di continuità, accanto ai provvedimenti previsti si è quindi scelto di garantire, nel caso di cambio di residenza in corso d’anno, la possibilità di completare l’anno in corso con l’obbligo però di presentare domanda da non residente per l’anno successivo, prevedendo la continuità didattica solo per il terzo anno, nel caso in cui il cambio di residenza si collochi dopo la frequenza di più di metà del percorso educativo complessivo.
«Le modifiche al regolamento – ha affermato Elisa Penna – sono state pensate per rispondere alle esigenze delle famiglie, coinvolgendo il maggior numero possibile di utenti».
In particolare è stato introdotto un punteggio premiante per i cittadini residenti da più tempo nel Comune di Falconara e l’obbligo di mantenimento della residenza fino all’inizio dell’anno educativo. Per quanto riguarda le tariffe, il costo dei pasti viene detratto dalla retta per i giorni di chiusura del nido e per le assenze superiori a 5 giorni di malattia, previa esibizione di certificato medico.
«Abbiamo puntato su riduzioni di tariffe che fossero trasversali – ha spiegato – e non solo rivolte a una determinata fascia Isee. La detrazione dei pasti non consumati garantisce un costo legato all’effettiva fruizione dei servizi».
L’assessora aveva già illustrato in Commissione una proposta già condivisa con la Giunta per il prossimo anno educativo: la diminuzione delle rette relative agli utenti che frequentano in orario ridotto, fino alle 13 o alle 14.30, in modo da rimodulare le tariffe perché siano proporzionate al tempo di frequenza.
«Queste modifiche rappresentano un importante passo avanti per garantire un servizio sempre più vicino alle esigenze delle famiglie».
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