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Falconara Salute e ambiente, il Sin al centro di due progetti nazionali

L’area falconarese è l’unica in Italia doppiamente interessata con “Sintesi” e “Insinergia”, dedicati allo studio e alla prevenzione degli effetti dell’inquinamento

Falconara – Il Sito di Interesse Nazionale (Sin) di Falconara è stato inserito tra le aree pilota di due importanti progetti nazionali finanziati nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), dedicati allo studio e alla prevenzione degli effetti dell’inquinamento sulla salute.

È il risultato delle sollecitazioni della sindaca Stefania Signorini che da anni chiede studi approfonditi sotto l’aspetto sanitario e ambientale. Ora il territorio falconarese è l’unico al centro di entrambi i progetti, denominati Sintesi e Insinergia.

Si tratta di un risultato di grande rilievo per il Sin di Falconara, che viene riconosciuto come contesto prioritario per sviluppare modelli avanzati di integrazione tra ambiente e salute, con un approccio multidisciplinare e coordinato a livello nazionale.

Se ne è parlato nei giorni scorsi al Castello di Falconara Alta, dove si sono seduti attorno a un tavolo la sindaca Stefania Signorini, il dirigente all’Ambiente di Falconara Roberto Mantovani, la funzionaria Giovanna Badiali, il dottor Marco Baldini, direttore dell’Osservatorio epidemiologico dell’Arpam, insieme ai referenti di Regione Marche, Ars e Ast.

I progetti vedono il coinvolgimento di numerose realtà regionali italiane e concentrano una parte importante delle attività proprio nel territorio di Falconara.

In particolare, il progetto Sintesi punta a costruire un sistema permanente di sorveglianza ambiente-salute nei siti contaminati, basato su dati aggiornati e su strumenti di prevenzione primaria (mirati a prevenire l’insorgenza di patologie) e secondaria (che permettono cure in seguito a diagnosi precoce).

Il progetto Insinergia, invece, mira a valutare l’esposizione della popolazione a sostanze inquinanti, come metalli, inquinanti organici persistenti e Pfas (sostanze chimiche usate per l’impermeabilizzazione) e a studiarne gli effetti sulla salute attraverso un approccio condiviso a livello nazionale.

Tra gli elementi più rilevanti vi è l’avvio di studi di biomonitoraggio umano (la ricerca di eventuali sostanze nel sangue o in altri campioni biologici) e di indagini epidemiologiche avanzate, che consentiranno finalmente di correlare in modo più preciso l’esposizione agli inquinanti con gli esiti sanitari, utilizzando metodologie aggiornate e dati attuali.

Un passaggio particolarmente significativo riguarda la programmazione dell’istituzione del Registro delle malformazioni congenite, non ancora attivo nelle Marche. Il progetto prevede infatti lo sviluppo di strumenti e collaborazioni per arrivare alla sua attivazione, consentendo così di analizzare in modo strutturato e continuo gli esiti della gravidanza e le eventuali correlazioni con fattori ambientali.

Gli studi prevedono, tra gli altri punti, il coinvolgimento dei medici di famiglia e un ampliamento degli screening oncologici, in modo da programmare percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali.

Si tratta di un cambio di passo fondamentale: per la prima volta viene impostato un sistema che permetterà di studiare gli effetti sanitari dell’inquinamento su basi attuali e continuative, superando il limite di analisi basate su dati riferiti ai decessi, a popolazioni del passato o su eventi ormai lontani nel tempo.

L’inserimento del Sin di Falconara in questi progetti rappresenta inoltre un riconoscimento implicito della necessità di approfondire il rapporto tra esposizione ambientale e salute, rafforzando il quadro conoscitivo e ponendo le basi per interventi più efficaci di prevenzione e tutela della popolazione.

Il Comune di Falconara seguirà con attenzione lo sviluppo delle attività, nella consapevolezza che solo attraverso dati aggiornati, trasparenza e strumenti scientifici adeguati sia possibile affrontare in modo concreto le criticità ambientali del territorio.

Proprio in questa ottica, il Comune ha sollecitato formalmente il Ministero dell’Ambiente affinché vengano portate avanti le attività sull’area marino-costiera del Sin, alla luce della documentazione tecnica già predisposta da Arpam sulle modalità di caratterizzazione integrativa. Allo stesso tempo, l’Amministrazione comunale ritiene necessario chiarire che non è in alcun modo prevista né condivisa una riperimetrazione del sito che comporti una riduzione dell’attuale perimetro.

Al contrario, l’obiettivo resta quello di mantenere inalterata l’estensione del Sin, garantendo il massimo livello di tutela ambientale e sanitaria e assicurando che tutte le aree interessate continuino a essere oggetto di monitoraggio, approfondimento ed eventuale intervento di bonifica. Proprio sul tema della bonifica la sindaca Stefania Signorini, recependo la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale, chiede formalmente la nomina di un commissario unico. Una richiesta che fa seguito alla lettera inviata il 5 marzo al Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e agli altri Ministri interessati, in cui veniva sollecitata l’istituzione di un tavolo interistituzionale focalizzato sulle prescrizioni del Golden Power in relazione alla vendita del gruppo Api, con un’attenzione particolare al tema delle bonifiche.

L’area marino costiera del sito d’interesse nazionale di Falconara, già caratterizzata da Arpam, è stata temporaneamente stralciata dal Ministero dell’Ambiente dagli interventi del nuovo Accordo di Programma, tenendo conto del procedimento penale per l’incidente al serbatoio Tk 69. Il sollecito della Sindaca riguarda la ripresa delle attività, dato che il processo è in fase avanzata. 

(foto in primo piano, il tavolo al Castello con i rappresentanti di Regione, Arpam, Ast e Ars)

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