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FALCONARA / Tromba marina: stabilimenti ripartiti, il ricordo del dramma resta

A una settimana dal maltempo che ha colpito il litorale falconarese provocando danni ingenti ai bagni “Siesta” e “Mare Forza 9”

FALCONARA, 24 luglio 2021 – «Siamo ripartiti immediatamente, anche grazie all’aiuto che in tanti ci hanno dato, ma il ricordo di quei momenti, con la tromba d’aria che spazzava via tutto e con lettini e ombrelloni trasformati in proiettili e scaraventati ovunque, è indelebile e impossibile da cancellare».

Stefano Sensini della Siesta e Alessandro Gioacchini e Roberto Giampieri di Mare Forza 9, i due stabilimenti spazzati via una settimana fa dalla tromba marina che ha colpito il litorale falconarese, sono concordi nei giudizi e nelle considerazioni. In tutti il ricordo del dramma delle 13.10 di sabato 17 luglio è nitido. In particolare Roberto Giampieri, che stava servendo i clienti nello stabilimento Mare Forza 9, ha ancora negli occhi attimi di terrore.

Stefano Sensini al lavoro alla Siesta

«Sono stati solo dieci secondi – dice Giampieri – che però non dimenticherò più. Stavo andando a vedere la situazione dei lettini della prima fila quando ho visto che stava arrivando la tromba d’aria. Si stava facendo sempre più minacciosa e grande e ho cominciato a correre verso i capanni, sono riuscito a entrare dentro la cucina chiudendo la porta di ferro con le due mani mentre la tromba d’aria faceva volare la torretta dei bagnini. Sono stati attimi infernali: ho sentito che molti oggetti colpivano la porta della cucina ma fortunatamente non erano lettini perchè altrimenti l’avrebbero distrutta».

Roberto e Alessandro di Mare Forza 9

Lo spettacolo che si è presentato agli occhi di Giampieri dopo pochi secondi è stato spettrale e drammatico.

«Quando sono uscito dalla cucina, dopo la furia della natura, c’era un silenzio di tomba e un panorama deprimente: non c’erano più gli ombrelloni né i lettini, tutto era stato portato lontano o era stato distrutto. Però, grazie alla collaborazione di tutti, bagnini, clienti, amici, e anche della tessitura Selva che in poche ore ci ha fornito di nuove attrezzature, siamo ripartiti e già il giorno successivo sembrava che non fosse successo nulla. Eppure hanno ritrovato 6 o 7 lettini sui binari ferroviari, alcuni sulla Statale Flaminia, in via Trieste un nostro ombrellone è arrivato sui piani alti di una casa, poi in via Bixio alcuni lettini hanno colpito un paio di auto in sosta, sfondato vetri e cofani, c’era perfino un lettino su un attico di un palazzo di via Nino Bixio e alcuni clienti e residenti del quartiere ci hanno riportato dei lettini distrutti i giorni successivi al disastro. E’ un miracolo che nessuno si sia fatto male».

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Dei 176 ombrelloni e 250 lettini della Siesta e dei 145 ombrelloni e 200 lettini di Mare Forza 9 era rimasto ben poco.

«Mentre l’attrezzatura della spiaggia, lettini e ombrelloni, siamo riusciti subito a rimpiazzarla anche grazie all’aiuto di tanti – dice Stefano Sensini da otto anni proprietario della Siesta -, il problema principale è stato ripristinare il bar. Abbiamo ordinato nuovamente le coperture mancanti che ci sono state consegnate due giorni fa ma le due pergole sono difficili da ripristinare mentre i gazebi siamo riusciti a posizionarli nuovamente in modo che ci sia ombra sufficiente per i clienti del bar e per chi vuole pranzare alla Siesta. I nostri clienti sono stati incredibilmente solidali, ci hanno anche portato piccoli pensieri e gesti ben auguranti, ci sono stati tutti molto vicini».

Gianluca Fenucci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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