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FANO / “Architetti dell’Umano”: la candidatura a Capitale della Cultura

Firmitas, utilitas e venustas: i princìpi di Vitruvio che oggi possono tradursi in sostenibilità, accessibilità e benessere

FANO, 25 agosto 2020 – Anche Fano, come Ancona, presenta la sua candidatura a Capitale italiana della Cultura 2022.

È “Architetti dell’Umano” il tema scelto da Fano, il cui dossier sarà presentato alla cittadinanza oggi 25 agosto alle 21.15 presso l’ex Chiesa di San Francesco da Ivan Antognozzi, project manager della candidatura.

Armando Massarenti poi dialogherà con Aldo Bonomi, Davide Rampello e Leopoldo Freyrie sui contenuti del progetto.

Perché Architetti dell’Umano? Perché Fano è città romana, con una grande patrimonio archeologico, che segna gli spazi d’uso della città. È un patrimonio costruito su precetti precisi e rappresentativo di valori universali: gli uni e gli altri codificati da Marco Vitruvio Pollione, in età Augustea, nel libro del De Architectura, il testo che definisce il canone dell’arte edificatoria classica, della cultura umanistica, poi ripreso in età rinascimentale e in epoche successive.

Il De Architectura è un trattato tecnico con una chiara impronta pragmatica, ma è soprattutto un codice di valori. Vitruvio rivendica la dignità della disciplina umanistica all’architettura, fino a quel momento relegata al novero delle attività pratiche, e stabilisce un nesso stretto tra la sua disciplina (ars) e le conoscenze letterarie (litterae) e sostiene la necessità che le competenze tecniche siano affiancate ad una cultura di tipo enciclopedico (enkyclios disciplina), in grado di spaziare in tutti i campi del sapere (doctrinarum omnium).

Vitruvio, forse nato proprio a Fano, mette al centro del suo progetto costruttivo e della sua visione del mondo l’uomo, il suo sistema di relazioni e il suo rapporto con la natura. Una visione dalla quale la contemporaneità si è gradualmente allontanata privilegiando altri interessi e che Fano 2022 Architetti dell’Umano vuole recuperare, attraverso gli insegnamenti vitruviani e la sua celebre ed eterna definizione di architettura, ossia l’unione di firmitas, utilitas e venustas. Solidità, utilità e bellezza, parole che oggi nel progetto di Fano possono essere traslate nelle accezioni di sostenibilità, accessibilità e benessere.

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