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Ferragosto Taccuino di viaggio di un’Africa mai conosciuta

La Tanzania è selvaggia solo sugli spot pubblicitari, in realtà è curata e amata da un popolo che la rispetta profondamente

Proprio in questi giorni di Ferragosto e di vacanza ti poni i seguenti quesiti: dove andiamo? Quanti siamo? Un fiorino (questa è gratuita…). Ho girato mezzo mondo, e le “Memorie di un (quasi…) ottuagenario”  rischierebbero di annoiare o farci ripensare alla letteratura studiata  a scuola.

Quest’anno la congiuntura (più personale,  più economica che astrale) mi ha permesso poca roba, anche se ben vissuta. Così ho aperto la cartella (una volta si chiamava album delle fotografie) che ho sul mio computer (non dico Pc, siamo sotto elezioni) e ho visto che pochissimi anni fa ho messo insieme viaggio e scoperte, ma un con impegno sociale a latere. 

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Che sono riemerse, dalla mente e dalle foto, sia mie sia di chi, insieme a me, ha voluto calarsi, credendo a fondo nell’operazione, in un’Africa mai conosciuta, coi suoi paesaggi immensi che variano quasi a ogni curva e a ogni parco, la sua dignità, la sua bellezza, la voglia di studiare e di crescere, e quello che mi assomiglia in un’aula scolastica (laggiù in agosto si va a scuola) in mezzo agli studenti sono proprio io.

Ma non insegnavo niente, tranquilli, anzi imparavo alcune loro tradizioni, e soprattutto la loro voglia di studiare, di crescere, di guardare al domani. Di vivere. In quella scuola in Tanzania che è in foto, non ci hanno chiesto – durante la nostra visita di approfondimento – soldi. Solo penne, cancelleria, quaderni che, appena giunti in Italia, abbiamo provveduto a fargli pervenire. E, a compendio di un giro straordinario con la nostra guida Bilai, abbiamo incontrato il popolo Masai, senza trascurare la gioia quasi infantile nello scoprire e quasi accarezzare (si fa per dire!!!) le più belle bestie che io abbia mai visto dal vivo. (ne avrei a decine…). 

La Tanzania è selvaggia solo sugli spot pubblicitari, in realtà è curata e amata da un popolo che la rispetta profondamente. Niente sarebbe stato possibile se con noi non ci fosse stata la guida attenta di alcuni straordinari operatori italiani che laggiù fanno di tutto per farti sentire a casa tua. 

La Ebony Tours, per cominciare, grazie ancora a Massimo Scaramuzzo&C. Vi lascio un mini racconto per immagini, che termina con un simil  relax su una spiaggia di Zanzibar, fra basse e alte maree che, alla fine, lasciano un’impronta sulla sabbia quando è il momento di separarsi. 

Mi sono ripetuto: “dai, tornerò”, salutando la Tanzania dopo aver accarezzato le vette del Kilimangiaro. “Hakuna matata”, dicono, vuol dire “senza problemi”, per cui mi cresce la voglia di tornare e rivedere ancora gli amici che laggiù lavorano per e a fianco dell’Africa, che ci hanno fatto sentire quel Paese meraviglioso e … nostro, sia che viva al centro della nazione o ad Arusha, al lago Manyara, a Serengeti o a Ngoro Ngoro ed anche al Tarangire. 

Ho rinnovato l’8 agosto il passaporto…

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