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il parere dell'esperto

FISCALITÀ / “ROTTAMAZIONE-BIS” DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Un nostro spazio quotidiano affidato ad esperti di settore. La rubrica “Il parere dell’esperto” si interesserà di Fiscalità, Medicina, Psicologia, Giurisprudenza, Osteopatia e Nutrizione.

 

Michele Paolucci, Dottore Commercialista e Revisore Legale

 

 

 

“ROTTAMAZIONE-BIS” DELLE CARTELLE ESATTORIALI

Con il Decreto Legge n.148/2017, convertito con modificazioni dalla Legge n.172/2017, torna la rottamazione delle cartelle, che permetterà ai cittadini la definizione agevolata per le somme affidate all’Agente della riscossione dal 1° gennaio 2000 al 30 settembre 2017.

Rispetto al passato, la nuova rottamazione ha esteso la platea di coloro che potranno usufruire dell’agevolazione permettendo, ad esempio, di “sanare” le cartelle di multe per infrazioni al codice della strada e tributi locali, e consentendo l’adesione anche a coloro che vennero esclusi dalla prima “rottamazione”.

I contribuenti potranno dunque richiedere il pagamento agevolato di tutte le pendenze pregresse maturate per debiti fiscali relativi al mancato pagamento di imposte dirette (Irpef, Irap, Ires), di contributi previdenziali (Inps e Inail), di tributi locali (Ici o tassa dei rifiuti) e di multe stradali. I contribuenti che aderiranno alla rottamazione-bis dovranno dunque pagare solamente l’importo dell’imposta, contributo o multa oltre all’aggio dell’Agente della riscossione e potranno sanare i propri “debiti fiscali” evitando di pagare le sanzioni e gli interessi di mora applicati.

La domanda va presentata entro il 15 maggio 2018 aderendo direttamente online, dal portale predisposto dall’Agenzia delle Entrate – Riscossione. Il nuovo servizio di chiama “Fai D.A. te” e il contribuente non dovrà nemmeno disporre di Pin e password per accedervi. Basterà dunque inserire tutti i dati anagrafici richiesti, i riferimenti agli avvisi e alle cartelle che si intende rottamare, allegare copia dei documenti di riconoscimento richiesti per avviare la pratica. La presentazione delle domande può essere effettuata, in alternativa, tramite posta elettronica certificata o direttamente presso gli sportelli di Agenzia delle Entrate – Riscossione.

La domanda può essere presentata anche dai contribuenti la cui precedente richiesta di rottamazione era stata respinta perché non in regola con il pagamento delle rate già in essere con il Fisco al 31 dicembre 2016.

L’Agenzia delle Entrate – Riscossione dovrà inviare una Comunicazione che conterrà l’accoglimento o il diniego della domanda e le specifiche motivazioni di non accoglimento.

Il pagamento potrà essere effettuato in un’unica soluzione oppure a rate, con scadenze fisse e immutabili: luglio, settembre, ottobre, novembre 2018 e febbraio 2019; il requisito per poter accedere alla rottamazione ai soggetti non in regola con il pagamento delle rate scadute è il pagamento del debito pregresso entro il 31 luglio 2018.

La rottamazione delle cartelle estingue i debiti con l’Agente della riscossione solo in caso di pagamento integrale e tempestivo di tutte le rate in cui si è scelto di pagare: in caso contrario, la rottamazione decade, le somme già pagate vengono considerate come un acconto e il debito ritorna al suo importo originario.

Michele Paolucci dottore commercialista

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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MEDICINA PER ME / LA RINOPLASTICA, I CONSIGLI DEL DOTTOR PIERO GUIDARELLI

Medicina per Me è uno spazio affidato ad esperti di settore che spiegano con un linguaggio semplice e comprensibile le diverse patologie.

 

Rubrica a  cura di Agnese Testadiferro

 

 

LA RINOPLASTICA, I CONSIGLI DEL DR PIERO GUIDARELLI

L’intervento di rinoplastica va fatto se si è in buona salute, se si hanno gli esami nella norma, e se si hanno le giuste motivazioni.
Psicologicamente fa crescere l’autostima a chi vede il proprio naso come un problema. Vanno dissuasi i pazienti dismorfofobici o chi vuole operarsi per poter modificare situazioni personali negative come delusioni sentimentali o professionali
La rinoplastica non è solo estetica, ma risulta importante quando si hanno motivi funzionali legati a deviazioni del setto nasale che solitamente sono di origine traumatica
Nessun contro se l’intervento è fatto bene! Qualora vi fosse un errore nella tecnica emergeranno sicuramente due tipi di problemi: funzionali ed estetici. Gli errori di tecnica sono legati, principalmente, alla troppa asportazione del tessuto osseo e cartilagineo
L’intervento avviene in anestesia locale preceduta da una sedazione, il tutto senza alcun dolore né durante né dopo. I tamponi vengono tenuti tre giorni nel caso venisse corretta anche la parte funzionale: la rimozione di questi è assolutamente indolore nel caso di utilizzo di materiale morbido e non aderente alle mucose nasali
Sette i giorni dedicati alla ripresa. Due le ulteriori settimane in cui occorre evitare sforzi, traumi e attività fisica intensa.
Gli effetti possono durare per tutta la vita, salvo complicazioni particolari
La rinoplastica si può fare dopo i 18-19 anni, quando lo sviluppo del massiccio facciale è quasi completato.
Si tratta di un intervento non consentito nei LEA (Livelli Essenziali Assistenza), ecco perché va eseguito privatamente.

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PAGINE DI STORIA / IL SENTIERO DELL’ORTICA

Uno spazio dedicato alla Storia, quella della Vallesina, raccontata attraverso i personaggi, le vicende e le curiosità.

 

Rubrica a cura di Riccardo Ceccarelli

 

 

 

IL SENTIERO DELL’ORTICA

L’antico viottolo saliva dal Fosso del Maltempo o della Caciampa – nella sua parte superiore – fino alla Torre, piccolo agglomerato di case attorno ad una fortezza del XIV secolo, dove incrociava la strada bianca, contrada Torre appunto, che da Castelplanio scendeva verso Macine, frazione del paese che nel suo nome secolare ricordava non solo un molino del XV secolo ma anche un’attività manifatturiera protrattasi fin oltre l’Ottocento. Lo chiamavamo “l costaró”. Era sconnesso il viottolo con sassi e pietre non squadrate, qualcuna addirittura si muoveva sotto il calpestio dei passi e bisognava stare attenti a non inciampare e cadere: chi lo percorreva tutti i giorni sapeva dove mettere i piedi, in particolare lo sapevano quelle lavandaie che scendevano dal paese con in testa le ceste di biancheria delle famiglie più benestanti, e si fermavano sul fosso nei pressi di un ponticello formato da quattro tavole, dove un lavatoio con l’acqua sempre corrente facilitava il loro lavoro. Anche mia nonna paterna, Gentile, trovava il tempo di lavare la biancheria della famiglia Romagnoli, dopo aver atteso al marito, nonno Adamo, e ai figli, undici ne ebbe, uno ogni due anni in media.

Altri tempi, altre tempre di donne. Ai lati del viottolo una vegetazione spontanea, siepi di spini, biancospini, scanci, roverelle e altre specie più o meno infestanti e invadenti che in certi punti, di primavera, minacciavano di coprire il viottolo se il quotidiano passaggio delle persone non lo rendessero più accessibile e aperto. Non mancava l’ortica, anzi a primavera inoltrata era più folta e arrivava sulla zona di calpestio del viottolo. Non avevamo allora né scarpe da ginnastica né da trekking, ma sandali aperti da aprile ad ottobre, e l’ortica sui piedi pungeva come pungeva le gambe scoperte qualche rametto di ortica più cresciuto che non riuscivi ad evitare. Sì, perché allora si aveva, noi bambini o ragazzi, i pantaloni corti tutti i mesi dell’anno. Si era nei primi anni Cinquanta del secolo scorso, frequentavo quel viottolo per andare a messa in paese alla domenica con mia madre, mia sorella e altre donne del vicinato, ma l’ho frequentato tutti giorni da febbraio a giugno nel 1954 per recarmi dalla maestra Ribichini che preparava alcuni di noi di quinta elementare all’esame di ammissione alla scuola media. Dopo le ore di lezione del mattino, andavo di fretta su a Castelplanio senza pranzare con i miei: mia sorella, a poco più di mezzo chilometro da casa, prima di incominciare la salita per il paese mi portava il pranzo, due fette di pane con quello che mamma vi aveva messo dentro (spesso piccole porzioni di lonzino di fichi), mi consegnava la cartella con libro e quaderni, le riconsegnavo quella della scuola, e via. Mentre camminavo consumavo il pranzo attento alle pietre del viottolo e a non urtare con i piedi o le gambe scoperte l’ortica che già conoscevo.

L’incontro con l’ortica era quotidiano, cercavo di evitarla e spesso ci riuscivo. A volte poteva capitare di urtarla, si sopportava il forte prurito, e… pazienza! Quando però si voleva cogliere un fiore che magari aveva nei pressi piante di ortica, ci si passava le mani sui capelli, e se per caso si toccava l’ortica, non si percepiva alcun fastidio: la protezione veniva dal sebo dei capelli che aveva creato sulla mano un’invisibile quanto utile interstizio tra le foglie di ortica e la pelle della mano stessa. Il viottolo pietroso con spini e ortica: lo conobbe bene anche mia sorella quando appena concluse le elementari si recava anch’essa ogni giorno in paese dalle suore per apprendere cucito e ricamo. Un viottolo rimasto nei nostri ricordi con i suoi biancospini, ortica e pietre sconnesse. Percorrerlo in salita o in discesa era sempre una piccola avventura rimasta viva nella memoria, anche se il tempo ne scolorisce i contorni: immagini lontane delle quali a volte si sente nostalgia come dell’allora spensieratezza di ragazzi.

Riccardo Ceccarelli (storico e componente della Deputazione di Storia Patria per le Marche)

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MEDICINA PER ME / OCCHI E SOLE, I CONSIGLI DEL DOTTOR MASSIMO CONSOLI

Medicina per Me è uno spazio affidato ad esperti di settore che spiegano con un linguaggio semplice e comprensibile le diverse patologie.

 

 

Rubrica a  cura di Agnese Testadiferro

 

 

OCCHI E SOLE, I CONSIGLI DEL DOTTOR MASSIMO CONSOLI

Lo spessore cutaneo palpebrale è il più sottile di tutto il corpo e come tale più suscettibile alle aggressioni esterne. No ad una eccessiva e inadeguata esposizione alla luce solare.

Proteggersi con buoni occhiali da sole è la migliore difesa per la salute dei nostri occhi. Soprattutto al mare e in montagna indossare sempre lenti protettive.

In condizioni particolari stare all’ombra non è sufficiente perché i raggi Uv vengono riflessi dal mare, dalla sabbia e da altre superfici. Per questo gli occhiali da sole sono fondamentali, purché abbiano un filtro per gli UV. Per avere maggiori garanzie di qualità e sicurezza, è meglio acquistare presso negozi specializzati, scegliendo occhiali certificati.

Ok alle lenti a contatto al mare, ma meglio utilizzarle per meno ore rispetto al solito e preferire, per evitare infezioni, quelle monouso. Le lenti con protezione UV non proteggono l’intero occhio, ma solo la cornea; dunque, il loro uso è sempre consigliato in associazione a un buon paio di occhiali da sole.

A luglio e agosto meglio sospendere interventi laser di correzione miopia, ipermetropia, astigmatismo e blefaroplastica. Ok, con i giusti accorgimenti, ad interventi ala cataratta.

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