Cronaca
Il caso Moie, al canile “Il Mojano” oggi il sit in di protesta
Il Comune di Jesi aveva annunciato l’intesa il 13 agosto, ma la vicenda torna a complicarsi, in ballo anche le modifiche al capitolato, da 15 a 40 km la distanza delle strutture affidatarie il che permette il trasferimento dei cani nel territorio di Senigallia
Moie – Come annunciato stamane davanti al canile comunale Il Mojano, si terrà il sit-in di protesta organizzato dall’associazione “I Miei Amici Animali” che gestisce la struttura di via Vallati.
L’accordo sul trasferimento dei cani in capo al Comune di Jesi – secondo il principio di rotazione tra associazioni -, assistiti nel rifugio “Il Mojano” si è incrinato. Dopo la decisione del 13 agosto, quando il Comune di Jesi aveva diffuso una nota parlando di intesa tra l’associazione uscente “I miei amici animali” e la nuova affidataria “Impronte” di Senigallia, la situazione è tornata in stallo.
Nella comunicazione diffusa allora si leggeva che «si è anche valutato congiuntamente l’opportunità che l’associazione “I miei amici animali” potesse dar seguito alla richiesta di adozione di 20 cani, riformulando correttamente la domanda, così da poter essere immediatamente autorizzata». (leggi la nota stampa)
Tra questi 20 animali, sette risultano anziani e altri, in gran parte giovani, presentano alcuni problemi comportamentali, e per questo nel rispetto del loro benessere era stato deciso in accordo con Ast, Comune e i veterinari presenti che rimanessero nella struttura di Moie, con spese a carico della stessa, che si era opposta al trasferimento, accollandosi anche il mantenimento, proprio per tutelarne il benessere.
Dopo pochi giorni, però, “Impronte” a mezzo pec ha fatto sapere di confermare il loro parere favorevole «circa la vostra decisione di intestarvi i cani anziani e malati, come sempre, considerando il loro benessere come primo ed unico obbiettivo comune. Per quanto riguarda i seguenti cani giovani invece, riteniamo si debba dar loro la possibilità di adozione, quindi vorremmo fossero trasferiti presso il nostro canile rifugio: Hera, Marshall, Mammolo, Coky, Sweety, Anna»
Tale richiesta rimette quindi in gioco tutte le decisioni prese, in data 13 agosto, i cani menzionati, infatti, sono quelli che il Comune in accordo con Ast avevano giudicato aver problemi comportamentali, e anche da Moie non si è mai esclusa un’eventuale adozione, qualora ce ne fossero state le condizioni.
A complicare ulteriormente il quadro la vicenda del capitolato. In origine la distanza massima prevista per le strutture affidatarie della convenzione era di 15 chilometri, poi portata a 40. A chiarirci la modifica è stato il respinsabile del servizio Patrimonio Daniele Giampieretti.
«Il capitolato è stato modificato, essendo la prima gara andando deserta, – ci ha spiegato – allargando il raggio chilometrico ritenevamo ci fossero maggiori possibilità».
Il dirigente ha tenuto a precisare che non si tratta di un nuovo capitolato, ma un capitolato speciale predisposto per la gara d’appalto.
Resta però il nodo sulle tempistiche e sulle modalità di questa scelta.
«I documenti di gara si fanno per la gara – ha aggiunto Giampieretti – questo è un affidamento diretto, ma comunque sempre con l’invito di almeno tre partecipanti. La decisione spetta all’assessore al benessere animale Alessandro Tesei o al funzionario tecnico», che sarebbe lo stesso Giampieretti.
© riproduzione riservata



