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Eventi & Cultura

JESI / A Palazzo Bisaccioni “Immaginazione senza limiti”

immaginazione senza limiti, mostra palazzo bisaccioni

Mostra che esprime un confronto fra i tre linguaggi espressivi propri dell’artista Claudio Cintoli: pittura, scultura e performance

JESI, 26 aprile 2021 – La Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi presenta la personale dell’artista marchigiano Claudio Cintoli (1935-1978) curata da Daniela Ferraria e Ludovico Pratesi., da oggi 26 aprile al 25 luglio.

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Cintoli con “Chiodo Fisso”, Courtesy Pino Abbrescia

La mostra analizza in maniera specifica la produzione pittorica dell’artista, e in particolare alcuni dipinti inediti o poco noti come Speed Echipse (1966), La voce dell’erba (1966) o Flamingos (1966-67) provenienti da collezioni private.

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Claudio Cintoli, Speed Echipse, 1966

Si tratta di opere di grandi dimensioni con soggetti tratti dalla pubblicità ed eseguiti in uno stile vicino alla Pop Art, che ritroviamo anche nei 13 collage dei primi anni Sessanta esposti in mostra a Jesi, ai quali la critica non ha ancora dato il peso che meritano.

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Claudio Cintoli, La voce dell’erba, 1966

Questa sezione si propone di mettere a fuoco le tematiche e le modalità compositive elaborate da Claudio Cintoli tra Roma e New York, dove risiede tra il 1966 e il ‘68 e reagisce agli stimoli visivi che la città gli propone. Un focus fondamentale per considerare il talento pittorico di Cintoli, perfettamente in linea con il clima italiano e internazionale del tempo.

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Claudio Cintoli, Spiagge italiane, 1965

Il successivo periodo “poverista” dell’artista è rappresentato invece da alcune sculture che caratterizzano la sua ricerca tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, come Nodo (1969), Chiodo fisso (1969), legate a una serie di azioni performative eseguite alla galleria L’Attico nel corso del 1969 come AnnodareChiodo Fisso e Colare colore.

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Claudio Cintoli, Righe nere, 1961

La mostra si conclude con il video Crisalide, che documenta l’azione svoltasi nella sede degli Incontri Internazionali d’Arte a Roma nel 1972: una performance drammatica e incisiva, che introduce l’ultimo periodo di attività dell’artista, scomparso sei anni dopo.

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Cintoli con “Uovo mummificato”,
Courtesy Pino Abbrescia

Attraverso il confronto fra i tre linguaggi espressivi propri dell’artista – pittura, scultura e performance – la mostra intende ampliare la conoscenza dell’opera di Cintoli nella sua terra d’origine (era nato ad Imola ma la famiglia era originaria di Recanati) dopo un decennio dall’antologica di Claudio Cintoli Incidenti Onirici al Centro Arti Visive Pescheria di Pesaro.

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Cintoli in uno scatto del video “Crisalide”, Courtesy Pino Abbrescia

In questa nuova occasione espositiva, promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, i curatori si concentrano sugli snodi fondamentali della ricerca di Cintoli, un artista che non ha ancora avuto il giusto riconoscimento che gli è dovuto.

La mostra è corredata da un catalogo, pubblicato da Silvana editoriale, con le riproduzioni delle opere e i saggi dei curatori.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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