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JESI / “A SPASSO CON FEDERICO”, SUGGESTIVA COREOGRAFIA PER LE CORALI TRA GLI AFFRESCHI DI SAN MARCO

JESI, 10 ottobre 2018 – Ancora una volta la duecentesca chiesa intitolata a San Marco ha ospitato l’ultimo atto di “A spasso con Federico”, la manifestazione canora che intende coinvolgere gruppi di canto provenienti da città legate in qualche modo alla figura storica di Federico II di Hohenstaufen; ancora una volta la scelta di concludere l’iniziativa sotto quegli affreschi  che, secondo gli studiosi, rappresentano “il più notevole complesso di scuola giottesca” ha premiato gli organizzatori che hanno visto riempirsi di appassionati la navata centrale.

L’iniziativa, che quest’anno replicava l’edizione dello scorso anno, è stata ancora una volta organizzata dal coro “Federico II” i dirigenti del quale hanno voluto invitare il Coro della Cattedrale di Melfi (PZ), “Mysticus Concentus”, diretto dal giovane M° Pasquale Francesco Leonardo Somma. Il gruppo, giunto nella città natale del Grande Svevo, era accompagnato, tra gli altri, da Franco Cacciatore, studioso di storia locale, scrittore, autore, tra l’altro, del testo del brano “La leggenda dell’Aquila di Federico” eseguita in apertura della manifestazione musicale nell’ampia sala maggiore del Palazzo della Signoria. Il concerto è poi proseguito con l’esecuzione di brani sacri, religiosi e profani di autori vari, con la partecipazione di alcuni solisti.

In occasione della loro venuta  i coristi hanno voluto rendere omaggio al grande G. B. Pergolesi proponendo due stralci tratti dallo “Stabat Mater” e sempre da una composizione omonima, ma musicata da G. Rossini, il coro ha eseguiti altri due spezzoni. Lo stesso coro, nella mattinata di domenica, ha animato la liturgia eucaristica in Cattedrale dove, al termine della Messa ha ricevuto un caldo applauso da quanti hanno assistito al rito religioso. Durante tutto il periodo (troppo breve, a dire il vero) di permanenza nella città di Federico II il coro melfitano ha avuto l’opportunità di visitare alcuni siti cittadini ricchi di storia e di cultura; una visita ampiamente gradita, in particolare quella al Museo Federico II e quella alla Galleria Rococò di Palazzo Pianetti, oltre alle stanze del Lotto.

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A spasso con Federico” è ripreso nel pomeriggio di domenica con un primo concerto nella chiesa di S. Giovanni Battista. Qui, a deliziare l’apparato uditivo dei presenti ci ha pensato la Corale Santa Cecilia” diretta dal M° Paolo Devito e accompagnati alla tastiera dal M° Mirella Dirminti. Il gruppo, un po’ rimaneggiato nell’organico, ha eseguito con maestria  brani composti nell’arco di tempo che spazia dal XVI al XX secolo; musiche con testi religiosi tra le quali due “Ave Maria”, una di Arcadelt (1505 + 1568) e l’altra di Caccini (1551 + 1618). Il M° Devito ha voluto inserire nel programma anche tre composizioni di un musicista nordico nato 28 anni or sono, Damien Kehoe, di lui il coro ha eseguito un “Regina Coeli”, “Confutatis  maledictus” e “In Paradisum”. Dal punto di vista della qualità delle esecuzioni, com’era prevedibile, non c’è stato nulla da ridire; d’altronde una corale che sta sulla cresta dell’onda fin dal 1953 e che vanta anche riconoscimenti di prestigio come quello conferito dal Ministero dei Beni Culturali nel 2011 quando lo definì “Gruppo artistico di interesse nazionale” per la lunga attività  svolta. Ottimo il comportamento della Dirminti che ha al suo attivo numerosi riconoscimenti a livello nazionale e che nella sua funzione di accompagnatrice musicale non conosce rivali. Una professionalità indiscussa che la porta a collaborare anche con altre realtà musicali e ad esibirsi in molti parti del mondo.

Terminato il concerto a S. Giovanni Battista, gli appassionati si sono portati in massa nella chiesa di San Marco per assistere all’ultimo appuntamento canoro. Dopo l’esecuzione di due brani da parte del coro organizzatore diretto dal M° Devito, l’attenzione del pubblico si è soffermata sui componenti la Corale Polifonica “Città di Porto Sant’Elpidio” diretta dal M° Sauro Argalia che, al pari degli altri Direttori ha scelto prevalentemente brani religiosi . Anche in questo caso il pubblico ha assistito incantato alle varie musiche proposte, salutando con applausi brani della polifonia profana come la “Tarantella” di Gioacchino Rossini. Particolarmente apprezzate le tre voci soliste, quelle di Maria Micheli, Laura Pietà e Sandro Cipolletta. La corale si è formata nel 2002 nella Parrocchia di S. Maria Addolorata dl quartiere Corva; già a distanza di soli quattro anni, nell’ottobre del 2006, ha tenuto il concerto inaugurale del nuovo “Teatro delle  Api” a Porto Sant’Elpidio.

Alle due corali ospiti di Fabriano e Porto Sant’Elpidio si è aggiunto il coro organizzatore e tutti assieme hanno eseguito l’ultimo brano polifonico. Con questa esibizione i tre gruppi di canto hanno dato la dimostrazione di quello che avverrà a Jesi il 21 dicembre prossimo, Già, perché in quella data i tre gruppi si ritroveranno nella Cattedrale di San Settimio per eseguire “Sunrise Mass”, una composizione di Ola Gjeilo che a dispetto del titolo in inglese altro non è se non un susseguirsi di brani in latino tipici di una messa.  Tale esecuzione, in prima nazionale, sarà poi riproposta sia a Fabriano che a Porto Sant’Elpidio. Ma di questo nel parleremo in seguito, ora chiudiamo con qualche considerazione sull’evento appena conclusosi. Innanzi tutto da rimarcare la disponibilità e generosità di chi ha ospitato i vari momenti dell’iniziativa, a cominciare dal Comune che ha messo a disposizione  la sala maggiore del Palazzo della Signoria ed il personale  di quel sito, poi il Parroco delle due chiese teatro dell’evento, don Claudio. L’unico rammarico è stato quello della mancanza di una rappresentanza del Comune; assenza dovuta dalla contemporanea assenza del Sindaco, impegnato con Roberto Benigni e l’inferno dantesco, e dell’assessore alla cultura che a Goppingen (D) ha ritirato un riconoscimento internazionale conferito alla città di Jesi.

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