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Cronaca

JESI / ACCELERAZIONE DEI LAVORI ALLE ‘CARCERETTE’ O SOLITO ANNUNCIO SENZA SEGUITO

JESI, 13 ottobre 2017 – “Eppur si muove”. Visto quanto sta avvenendo in prossimità delle “Carcerette” l’affermazione di Galileo Galilei calzerebbe proprio a pennello e aprirebbe alla speranza.

Ci spieghiamo. Da qualche giorno, proprio davanti a quelle che in un passato non molto lontano erano i locali dove ladruncoli ed imbroglioni scontavano gli ultimi periodi della loro pena detentiva e che oggi sono oggetto di complessi lavori di recupero dell’intero immobile, è apparso un segnale stradale di divieto di sosta perché, leggiamo nel cartello sottostante il segnale stesso, che quel divieto parte “da lunedì 16 fino a fine lavori”.

Andreoli immobiliare 01-07-20

Si, avete letto bene, fine lavori, che però non si sa quando questo avverrà, vista la situazione complessiva del cantiere e visti anche i precedenti in materia di rispetto dei tempi che ci permettiamo di ricordarvi.

Il 15 aprile del 2008, l’ERSU (Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche), quello, per intenderci, che dovrebbe costruire un palazzone nella zona di via Tessitori, ha espletato la gara per l’assegnazione  dei lavori al termine dei quali il centro storico cittadino avrebbe avuto 8 alloggi popolari e “locali ad uso diverso”.

L’azienda che si è aggiudicata quell’appalto vinse la gara offrendo un ribasso d’asta del 24,241%. In altre parole significa che mentre l’importo del progetto consisteva in €. 1.500.703,92, l’impresa aggiudicataria si assumeva l’incarico di eseguire i lavori facendo spendere all’Erap €. 1.099.509,67. Il primitivo contratto, così come tutti i contratti tra ente pubblico e privati, stabiliva anche una durata per la realizzazione dei lavorii; questa  era stata stabilità in 570 giorni lavorativi. Dopo un avvio di lavori apparentemente rapido il cantiere ha cominciato a frenare al punto tale che trascorse le giornate previste dagli appaltatori il completamento era ancora in alto mare. Ecco allora che sul tabellone che avverte il pubblico sul tipo di intervento, sulla durata dei lavori, sui committenti e gli esecutori, sulle spese, sui responsabili tecnici, cominciano ad apparire le prime correzioni; si comincia dalla data di consegna dei lavori e da quella della presunta fine, dal nuovo direttore operativo, dal coordinatore per l’esecuzione e persino dall’impresa esecutrice dell’intervento. Quasi tutto il resto rimane invariato, compresi quei 570 giorni di tempo per il completamento. Anche questo anno e mezzo se ne va senza che il cantiere delle Carcerette possa vedere la fine e senza che nessuno intervenga per accelerare i tempi di realizzazione e per spiegare ai cittadini che pagana le tasse le ragioni di tanto ritardo nel completamento dell’opera. Passano settimane e mesi senza che dall’interno del cantiere provengano rumori e, di conseguenza, anche l’ultima data stabilita per l’ultimazione dei lavori, quella dell’08.07.2017 non viene rispettata.

Questa mattina siamo ritornati nei giardini Sacco e Vanzetti e abbiamo notato quella scritta sul segnale stradale; dopo tutte le false indicazioni susseguitesi dal 2008 ad oggi e vista la situazione del cantiere siamo molto scettici sull’avvicinarsi delle chiusura dei lavori e sulla possibilità, per cittadini e turisti, di godere del verde dei giardini e della bella veduta che offre il Torrione Nord e per i residenti di stare in pace.

s.b.

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