Cronaca
Jesi Agli Orti Pace l’albero del pane per sfamare gli animali
Viene lasciato lì a disposizione dei selvatici ma un gesto fatto con le migliori intenzioni rischia di produrre conseguenze ben diverse, permane comunque nell’area verde il problema rifiuti, «non serve aumentare il numero dei cestini, piuttosto è il loro utilizzo che a volte è scorretto», afferma l’assessore Alessandro Tesei
Jesi – Pane raffermo sparso ogni mattina sotto un albero per sfamare gli animali.
È quanto accade all’interno dei giardini Orti Pace, dove un gesto probabilmente compiuto con le migliori intenzioni rischia però di produrre conseguenze ben diverse.
A raccontarlo è un frequentatore abituale del parco, che ogni giorno passeggia nell’area insieme al proprio cane.
«Arrivano tortore, scoiattoli, piccioni, ma anche grossi ratti», spiega. Lasciare cibo sul terreno può infatti attirare roditori e altra fauna selvatica, favorendone la presenza vicino alle abitazioni.

Un comportamento che richiama anche il più ampio tema degli animali selvatici che si avvicinano ai centri abitati. La disponibilità di cibo, diretta o indiretta, può rendere gli spazi urbani più attrattivi per diverse specie. Anche un gesto nato come forma di attenzione verso gli animali dovrebbe quindi essere accompagnato da una maggiore consapevolezza delle possibili conseguenze.
In seguito alle segnalazioni di residenti della zona, alcuni dei quali hanno definito gli Orti Pace di via Setificio «Uno schifo a cielo aperto», nella mattinata di ieri, invece, l’area verde si presentava comunque pulita e ordinata.
Le criticità, infatti, secondo quanto riferito dai residenti, anche attraverso i social, emergerebbero soprattutto nelle ore serali, quando nell’area restano cartacce, bottiglie e altri rifiuti.

Per alcuni il problema sarebbe legato alla presenza insufficiente di cestini. Una lettura che non trova, però, riscontro nella posizione dell’Amministrazione comunale.

A spiegare perché non è prevista l’installazione di ulteriori contenitori è l’assessore Alessandro Tesei.
«Il numero dei cestini presenti nell’area è adeguato agli spazi e alle necessità. Aggiungerne altri, contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non garantirebbe necessariamente maggiore pulizia. L’esperienza dimostra, infatti, che spesso i cestini vengono utilizzati impropriamente per conferire sacchetti di rifiuti domestici e materiali di ogni genere, trasformandosi in piccole isole di raccolta attorno alle quali si accumula altra sporcizia».
«È già accaduto in altre zone della città, dove la rimozione di alcuni contenitori ha contribuito a eliminare gli abbandoni che si formavano nelle vicinanze. Il problema, dunque, non è la mancanza di cestini, ma il loro utilizzo scorretto e l’inciviltà di chi li abbandona invece di conferirli correttamente».

Al di la del numero dei cestini indispendabili al centro resta il rispetto degli spazi comuni, e magari tornerebbe utile rafforzare anche l’informazione sulle modalità corrette di smaltimento, con indicazioni semplici e comprensibili per tutti coloro che frequentano il parco.
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