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Eventi / Teatro

Jesi Al Moriconi, “K(-A-)O faccine”, dedicato alla comunicazione digitale

Il pluripremiato coreografo giapponese Kenji Shinohe esplora, attraverso il corpo e le tecnologie il mondo degli emoji, simboli sulla tastiera che usiamo per esprimere sentimenti

Jesi – Stasera alle ore 21 al Teatro Studio Valeria Moriconi di Piazza Federico II, va in scena K(-A-)O faccine” di e con Kenji Shinohe, spettacolo di teatro danza sulla comunicazione digitale realizzato da Fondazione Sipario Toscana e KenjiShinoheSoloDancePerformance.

Al centro della performance ci sono gli emoji, le faccine divertenti e colorate a cui viene delegata l’espressione dei sentimenti nella comunicazione digitale e il dubbio che il loro abuso impoverisca e nasconda le espressioni emotive reali. 

L’appuntamento è gratuito e pensato per ragazzi/e e adulti. Lo promuovono Teatro Giovani Teatro Pirata, Cooss, Ast Ancona Azienda sanitaria territoriale e Comune di Jesi, all’interno del Piano regionale integrato per il contrasto, la prevenzione e la riduzione del rischio da gioco d’azzardo patologico (Gap) e da Nuove tecnologie e Social Network.

Perché una rappresentazione di solo movimento e danza nell’ambito di questo progetto?

Se in chat usiamo la faccina che ride a crepapelle, noi ridiamo con lei? E se usiamo quella che versa lacrime copiose? Noi che faccia facciamo per davvero? Ma la vera domanda al centro del lavoro è: come possiamo recuperare i nostri veri sentimenti?

In K(-A-)O, l’artista giapponese analizza le modalità di espressione dei sentimenti nell’era digitale, dove le parole sono sostituite da simboli presenti nella tastiera (gli emoji, meglio noti come faccine). Quel che ne emerge, pertanto, è un tipo di comunicazione sincopata, omissiva della parola e del corpo e che paradossalmente Shinoe restituisce proprio attraverso il recupero e la valorizzazione dello stesso.

È un corpo che parla e che trasmette emozioni nella mimica facciale, in un progressivo incedere di espressioni emotive e reali che tutti, non solo i più giovani, sembrano avere smarrito alla mercè del gesto tecnologico.

Uno spettacolo che mette da parte le parole per affrontare il tema attualissimo della comunicazione superficiale creata dalle nuove tecnologie e usata in particolare – ma non solo – dalle giovani generazioni. 

Kenji Shinohe 

È un coreografo e ballerino giapponese. Ha iniziato a ballare fin dalla prima infanzia con la nonna. Ha studiato filosofia della danza e storia dell’arte in Giappone, poi ha ottenuto una borsa di studio per la Folkwang Universität der Künste di Essen, in Germania. Dopo essersi diplomato lì, nell’estate 2019, ha ballato per Neuer Tanz a Düsseldorf e come free lance in moltissimi festival internazionali, ricevendo diversi premi. Tra questi: il premio del pubblico all‘Internationales Tanz Theatre Festival di Erfurt, il premio come miglior esordiente solista all’Internationales Tanzfestival Solo Duo di Colonia, il premio come miglior solista e premio del pubblico al SzólóDuó International Dance Festival di Budapest e ben sette premi a Teatri: Riflessi di Zafferana Etnea per la Drammaturgia, miglior regia e miglior Interpretazione, i Premi della Stampa e della critica e i premi relativi al Fondo “Valentina Nicosia” istituito da IterCulture.

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