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Eventi & Cultura

JESI / ALLA CORTE DI FEDERICO: ARTE ORAFA E FORMAZIONE PROTAGONISTE DI DUE SPLENDIDE SERATE

JESI, 19 settembre 2016 –  Piazza della Repubblica per due sere è stata la degna cornice del primo Concorso Nazionale Arte Orafa e Formazione  e dell’undicesima edizione della Sfilata di ModaAlla Corte di Federico”.sf1

Grande pubblico,  al di là ogni più rosea aspettativa nonostante il maltempo, per il gran défilé organizzato dalla Art & Work Agency di Jesi, in collaborazione con Confesercenti Marche, Confartigianato imprese Ancona Pesaro e Urbino, con il patrocinio del Comune di Jesi e della Regione Marche, per promuovere la formazione dell’arte orafa  e le collezioni delle boutiques jesine e delle griffes regionali e nazionali.

La  location della prima edizione  del  concorso Nazionale  è stata  una piazza della Repubblica gremita da pubblico, arrivato da ogni parte d’Italia, per ammirare in passerella le creazioni dei licei artistici e per vederle da vicino nella mostra appositamente  allestita presso la Galleria di palazzo Pianetti.

Sono stati tanti i protagonisti di questa prima edizione dell’evento, dedicato non solo alla moda ma anche alle creazioni dell’arte orafa.

I licei e le scuole private selezionati per l’evento, provenienti da tutta Italia, (Anzio, Terni, Arezzo, Firenze, Reggio Emilia, Isernia e Jesi) hanno creato collezioni di gioielli appositamente per il concorso, nell’ambito del tema: Una sera a Teatro, la sera della Prima.

sf2A presentare entrambe le serate è stata la bravissima conduttrice marchigiana Daniela Gurini.  La sua  conduzione, brillante e dinamica,  ha dato ritmo alle due serate, nelle quali non sono mancate le emozioni, a cominciare dalla meritata vincita del concorso Arte Orafa e Formazione  da parte del liceo artistico di Anzio che è stata salutata con un ovazione e lacrime dei docenti e degli allievi presenti, i quali hanno ricevuto un premio del valore di 1.500 euro.

Il secondo premio, del valore di 800 euro è stato assegnato al liceo artistico G. Chierici di Reggio Emilia, mentre il terzo premio del valore di 500,  è andato al liceo artistico di Terni.

Per la categoria scuole private e universitarie il premio del valore di 2.000 euro è stato ripartito fra l’associazione PerseoScuola per l’arte orafa fiorentina di Firenze e lo studio Arrais di Cagliari, arrivati a pari merito.

La giuria era composta da 5 esperti: Giorgio Aguzzi, titolare gioielleria All Gold di Fossombrone, maestro nella lavorazione della filigrana d’oro, Giovanna Granarelli,  titolare della gioielleria Granarelli di Senigallia, Cleto Vignati  titolare della gioielleria Emozioni d’oro di Jesi, Maurizio Catani, insegnante al liceo artistico Mannucci di Jes , guidati dal presidente di giuria Anton Giulio Grande, stilista dell’alta moda italiana.

Nel corso delle serate la cantante Marta Porrà  ha deliziato la piazza con la sua straordinaria voce. La giovanissima artista  ha interpretato diversi brani, ricevendo l’abbraccio e gli applausi del pubblico.

Il défilée di sabato 17, in una piazza della Repubblica gremita, ha visto 14 bellissime modelle e quattro modelli  indossare sul palco i migliori capi delle boutiques jesine (Idea Donna, Carisma, Teodori, La Galleria del Bambino, Pellicceria Effusioni,  Ottica Rossini, HD Sposi)

Tutte le calzature sono state fornite dal calzaturificio Loriblu che per l’ occasione  ha messo a disposizione  ben 60 paia di scarpe.

La straordinaria partecipazione dello stilista d’alta moda, Anton Giulio Grande, presente con una collezione esclusiva, ha entusiasmato il pubblico, che lo ha salutato e ringraziato molto calorosamente.sf4

Il trucco e le acconciature sono state realizzate dai parrucchieri e dalle truccatrici della NewStyle di Jesi, veri e propri professionisti del settore, sotto l’esperta guida di Vanessa e Matteo.  

Durante le serate  sono intervenute  le associazioni  organizzatrici, rappresentate dal Giuseppe Carancini e da Cristina Brunori  della Confesercenti imprese Ancona, Pesaro e Urbino e da Teobaldo Giuliodori per la Confesercenti Marche.

Non sono mancati gli interventi del sindaco di Jesi, Massimo Bacci e del’assessore alla Cultura, Luca Butini, i quali   hanno sottolineato l’importanza di una manifestazione come questa, che si colloca e si collocherà come uno degli eventi più importanti dell’estate jesina per valorizzare le antiche tradizioni orafe della città federiciana.

E’  inoltre intervenuto il professor Massimo Campaioli, ambasciatore nel mondo dell’arte orafa fiorentina, elogiando il concorso “Arte Orafa e Formazione ”, definendolo un volano importante per il turismo jesino e proponendo ulteriori collaborazioni fra i comuni di Jesi e Firenze..

Uno sforzo senza precedenti per l’intera struttura, che ha garantito due serate di grande spettacolo, oltre a dare opportunità di lavoro e commerciali alle  aziende, e visibilità ai licei artistici .

Un grazie particolare, da parte dell’organizzazione, va agli sponsor senza i quali non sarebbe stato possibile allestire una manifestazione di tale importanza, ed in particolare a:  Api Raffineria, Andreoli Agenzia Immobiliare, Delta Motors di Ancona, concessionaria Mercedes, MBJ autofficina autorizzata Mercedes Benz, Cimarelli Vittoria Assicurazioni, Tipografia TJ, Samas Pubblicità, Il Matrimonio Perfetto, gelati Ciro & Pio , Ristorante Pepito, Vini Moncaro, Bar Imperiale, Ristorante Pizzeria Settimo Cielo, Pasticceria Zoppi.

 La serata è stata ripresa da quattro telecamere sotto la  regia di Stefano Sartini, regista televisivo di notevole esperienza nel settore (sfilata Fendi alla fontana di Trevi) , le cui immagini andranno in onda sulle reti:  Tv Centro Marche (in data 28 e 29 Settembre in prima serata) e Tele 2000.

 

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Alta Vallesina

FABRIANO / ANTONINO DE LUCA E MASSIMO MANZI DAL VIVO PER FABRIJAZZ

FABRIANO, 21 luglio 2018 – Antonino De Luca, Massimo Manzi ed Emanuele Di Teodoro in scena a Fabriano questa sera per la seconda serata live di FabriJazz. Il trio capitanato dal fisarmonicista siciliano porterà in scena, all’interno della pinacoteca civica Molajoli ore 21.30, le canzoni di “Radici” album uscito pochi mesi fa. Biglietto d’ingresso al concerto di questa sera 10 euro.

“Radici”, un progetto che nasce dall’esigenza di coniugare un forte senso del blues con connotati tipicamente americani (del periodo del BeBop nello specifico) con l’energia e la passione della musica mediterranea, passando per pagine tradizionali del folk siciliano rivisitato e celebri canzoni di autori come Gianni Bella e Domenico Modugno.

Massimo Manzi

“Un primo disco fatto insieme dopo anni passati a suonare a De Luca, ottimo compositore e musicista,  – ha spiegato Massimo Manzi – arrangiando nuovamente anche brani della sua terra”.

E proprio il batterista marchigiano ha rivelato come è entrato “in contatto” con Fabriano Pro Musica, ideatrice e promotrice di FabriJazz.

“Io sono legato a Fabriano già da diverso tempo, dall’amicizia con molti musicisti. Come ad esempio Renato Gasperini degli Agorà e Giovanni Ceccarelli ed altri ancora. Di Fabriano Pro Musica mi parlò per primo Roberto Bisello che già con loro collaborava. Poi venni convocato dal Presidente di FPM Marco Agostinelli per fare dei seminari di batteria”.

Ricorda poi le partecipazioni alla Big Band di Fabriano Pro Musica e la presenza dietro le pelli dei tamburi per il concerto a sostegno della scuola di musica di Acquasanta terme.

E per l’edizione 2018 di FabriJazz?

Ho proposto per il Festival il progetto “Radici”, dove saremo in trio questa sera con Antonino De Luca. Un progetto pubblicato di recente e che in tre brani oltre ai componenti del trio ha visto la partecipazione di Javier Girotto.

Il polso della situazione per la musica dal vivo?

“Il Jazz è sempre presente, però qualche volta messo come riempitivo perché non si riesce ad affrontare una realtà musicale complessa. Spesso anche a livello economico. Mi duole dirlo ma a volte c’è un braccio di ferro tra chi gestisce la musica ed i musicisti: una tendenza al ribasso perché più crescono i musicisti anche dal punti di vista tecnico, più forte è il rischio della compressione di un cachet dignitoso: una contrazione dal punto di vista economico che si unisce a quello degli spazi adatti”.

Per quanto riguarda gli Agorà (di cui Manzi è attualmente il batterista) invece?

Uscirà un bel libro tra qualche tempo che racconterà la storia di questa grande band anche attraverso interveste agli stessi musicisti e addetti ai lavori del mondo musicale. Dal punto di viste dei live purtroppo al momento non ci sono serate. Trovo che la mancanza di occasioni per questo gruppo storico e dotato sia una brutta pagina per la stato di salute della musica italiana. Abbiamo sperato fino all’ultimo, ma nessuna chiamata dignitosa.

Quanto è importante FabriJazz come festival visto che cura con attenzione lo studio e la formazione attraverso corsi e masterclass?

Certamente è aspetto importante, perché l’associazione Fabriano Pro Musica si impegna e distingue anche da questo punto di vista. La divulgazione didattica è fondamentale e fa onore all’associazione. Speriamo che in un futuro prossimo si possano aprire le lezioni anche ad “uditori” e che anche loro possano entrare in quella che possiamo chiamare la sala macchine del jazz.

(s.s.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Alta Vallesina

SASSOFERRATO / PER “IL GALLO CANTA ANCORA” ECCO I SAMBENE

SASSOFERRATO, 21 luglio 2018 – Domani serata dedicata al ricordo di Don Gallo nella città sentinate. All’interno di Palazzo Montanari l’Anpi di Sassoferrato ha organizzato una serata per ricordare Don Andrea Gallo, presbitero e partigiano italiano fondatore e animatore della Comunità di San Benedetto al Porto di Genova.

Inizio dell’evento ore 17.30

La serata sara’ preceduta da una cena e da un ricordo del sacerdote ribelle, per arrivare al concerto dei Sambene. I Sambene, gruppo folk recanatese, eseguira’ un intenso omaggio a Fabrizio De Andre’. Un viaggio attraverso i suoi successi e alcune perle del suo repertorio, naturalmente riarrangiate dal sound tipico del gruppo, con l’uso delle tre voci, della chitarra e del violino. I Sambene sono reduci da ottimi successi.

Il loro primo disco “Sentieri partigiani-tra Marche e memoria”, e’ stato recensito da riviste come Vinile, Amadeus, Il Manifesto e Mescalina. Inoltre ha ricevuto il prestigioso Premio Renato Fabrizi dall’Anpi nazionale e una menzione speciale dal comune di Recanati.

Grandi soddisfazioni per l’Accademia dei cantautori di Recanati, dove il gruppo e’ nato, sotto la direzione musicale di Lucia Brandoni. Sul palco si esibiranno: Marco Sonaglia ( voce e chitarra), Roberta Sforza (voce e tamburello), Veronica Vivani (voce e tammorra), Ernesto Quintero Puerto (violino). Tra musica d’autore ed il ricordo di un personaggio di chiesa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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Eventi & Cultura

JESI / A PALAZZO BISACCIONI LA MOSTRA DI ARTE POVERA FRA DISEGNO E FOTOGRAFIA

JESI, 20 luglio 2018 – Come annunciato nei giorni scorsi, si è inaugurata questo pomeriggio nelle sale espositive di Palazzo Bisaccioni l’originale mostra “Dentro un cielo compare un’isola”. L’originalità dell’evento sta nel fatto che le 34 opere esposte al pubblico non sono le classiche tele ad olio o acquerelli di artisti più o meno noti e affermati, ma disegni e fotografie realizzate da artisti italiani nel periodo storico che va del 1963 al 1980.

Questa raccolta, supportata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Jesi, è, in buona sostanza, la dimostrazione al pubblico de “Le arti povere in Italia fra disegno e fotografia”.

La mostra, che rimarrà aperta fino al 4 novembre prossimo, è stata presentata questa mattina (20 luglio) dal segretario generale della Fondazione, Mauro Tarantino, e dal curatore dell’evento, Andrea Bruciati. Come già detto, sono 34 le opere realizzate da altrettanti artisti, tra i quali i marchigiani Giacomelli e De Dominicis; trentaquattro immagini “per raccontare – è stato detto – da un particolare punto di vista, quello della grafica e della fotografia, un movimento artistico italiano che ha avuto, per fortuna critica e di mercato, un’eco internazionale negli ultimi 50 anni: l’Arte Povera. Era dai tempi del futurismo che l’arte italiana non fuoriusciva dai confini nazionali provocando una risonanza culturale che investì tutti i Paesi occidentale, così l’are povera prima e la Transavanguardia poi hanno segnato un profondo mutamento nel linguaggio artistico che influirà sullo sviluppo delle correnti artistiche a venire”.

Una esposizione, quella aperta a Palazzo Bisaccioni, da vedere ed apprezzare da qui al 4 novembre prossimo, anche se, inizialmente, l’accesso alle sale espositive potrebbe diventare un po’ difficile. Questo perché proprio oggi sono iniziati i lavori di completamento degli scavi che da mesi e mesi aspettavano una soluzione.

Come riportato in un altro servizio i resti medioevali venuti alla luce a seguito del rifacimento del fondo della piazza Colocci saranno dapprima coperti con teli protettivi (leggi qui), successivamente gli scavi saranno riempiti con materiale inerte. Una volta completato questo primo intervento si procederà al rifacimento della massicciata stradale proprio in quella parte della Piazza fino ad ora rimasta fuori dagli scavi, vale a dire quella prospiciente l’ingresso alla mostra.

Sedulio Brazzini

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