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Cronaca

Jesi Altro cagnolino morso dallo stesso pitbull, «ora basta bisogna intervenire»

Situazione che si trascina da tempo all’ex Smia, «cane sciolto e proprietario non in grado di gestirlo», e a farne le spese stavolta Ringo, uno Yorkshire che è dovuto ricorrere alle cure del veterinario, in prededenza per due volte era toccato a Pongo

Jesi – Ancora un cagnolino ferito, ancora la stessa domanda che torna tra i residenti della zona ex Smia: cosa si aspetta per intervenire? L’ultimo episodio si è verificato nella serata di mercoledì, intorno alle 22, nei pressi del Parco Mattei.

A farne le spese questa volta è stato Ringo, uno Yorkshire di due anni e mezzo, raggiunto da alcuni morsi e costretto alle cure del veterinario per una profonda ferita sulla schiena. Le sue condizioni restano delicate, anche se dovrebbe cavarsela.

Il punto, però, non è il cane che ha aggredito, perché gli animali, anche quando diventano difficili da gestire, non hanno mai la responsabilità di ciò che accade. Crescono con gli insegnamenti, le attenzioni, le regole e i limiti che ricevono dall’uomo. E quando una razza forte e impegnativa come il pitbull viene affidata a mani non adeguate, il problema non è l’animale: è chi non lo custodisce come dovrebbe e chi, pur sapendo, non interviene.

A raccontare quanto accaduto è il proprietario di Ringo.

«È successo a mia moglie – spiega –. Nel momento di aprire il portone, rientrando, ha mollato il guinzaglio mentre passava quest’uomo con il cane senza guinzaglio e senza museruola. Si poteva evitare tutto se fosse stato lucido e reattivo. Intanto ho dovuto portarlo dal veterinario e non so come andrà a finire. L’unica cosa che mi chiedo è come si possa affidare un cane a una persona del genere. La situazione comincia a essere seria. Molto seria. Chi di dovere farebbe bene a interessarsene. Poi sappiamo come, purtroppo, vanno le cose…».

Secondo quanto riferito dai residenti non si tratterebbe di un episodio isolato. Già nel 2023 un altro cane, Pongo, era stato aggredito per ben due volte e in quel caso il proprietario aveva presentato denuncia. Ma nulla, a quanto pare, è cambiato.

A intervenire è anche Paolo Gubbi, ex presidente del Comitato di Quartiere Smia, che ha seguito personalmente tutta la situazione.

«Non stiamo criminalizzando la razza – chiarisce –. Il punto è che questo cane deve essere tolto al padrone. Siamo arrivati, con quello di mercoledì, a quattro episodi ai danni di altri cani maschi. In passato ci sarebbe stato anche un episodio alla funivia del Parco Mattei, con una ragazzina sopra che si è spaventata moltissimo. Lo scenario raccontato dai residenti è sempre lo stesso: cane sciolto e proprietario non in grado di gestirlo».

Paolo Gubbi ricorda anche le segnalazioni già partite nel tempo.

«Sono stati informati Polizia Locale, Servizio veterinario dell’Ast, Carabinieri, Questura e Sindaco. L’allora Comitato di Quartiere le ha provate tutte. Ma oggi le mamme hanno paura a uscire al parco con i figli piccoli».

La richiesta che arriva dalla zona ex Smia è netta: servono controlli, verifiche e provvedimenti concreti. Non contro un cane, ma a tutela di tutti, compreso proprio quell’animale che, se lasciato libero e mal gestito, rischia di diventare il primo prigioniero dell’irresponsabilità umana.

Aspettare il prossimo episodio critico non può essere la risposta al problema sollevato dai residenti.

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