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Cronaca

Jesi Amazon e viabilità: «Dallo studio Sintagma dati preoccupanti»

Il consigliere comunale Giancarlo Catani (civica Patto x Jesi) sull’analisi commissionata da Regione Marche e Interporto: «Non viene preso in considerazione l’impatto del traffico veicolare nella nostra città, serviva uno studio del Comune»

Jesi – «Sono dati preoccupanti quelli emersi dallo studio Sintagma sul flusso di auto e mezzi pesanti previsti con l’apertura del nuovo polo logistico Amazon».

Così il consigliere comunale di Patto x Jesi Giancarlo Catani, dopo aver visionato le osservazioni emerse dall’analisi della Società di ingegneria perugina, commissionata da Interporto Marche e Regione.

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Analisi presentata in Regione la scorsa settimana, nella quale «gli elementi emersi dimostrano che lo sviluppo del polo intermodale di Jesi – che integra la piattaforma interportuale con il nuovo insediamento Amazon – potrà avvenire in un quadro di sostenibilità della viabilità – aveva affermato Giacomo Bugaro, assessore regionale a porti, aeroporto e interporto -. Un documento che ci offre indicazioni importanti già nell’immediato e rappresenta una vera e propria bussola strategica per la Regione Marche».

Diversa la posizione della civica Patto x Jesi sul tema: «Si tratta di un’analisi incentrata sugli snodi autostradali dell’Asse Nord, in particolare sul flusso di traffico tra il porto di Ancona e l’uscita del casello di Ancona Nord, che valuta anche l’ipotesi dell’apertura di un casello Ancona Centro, ma non prende assolutamente in considerazione le ripercussioni sulla viabilità cittadina, qui a Jesi».

«Nello studio si parla di 3.804 mezzi leggeri in circolazione in più al giorno – con l’apertura di Amazon – di 440 Tir, di 44/48 mezzi medi in più, non mi sembrano dati tranquillizzanti. Uno studio dell’impatto sulla circolazione stradale in città andava promosso dal Comune di Jesi, magari attingendo dagli oneri di urbanizzazione riscossi dall’Azienda».

«È chiaro che lo studio di Regione Marche e Interporto non sia così specifico e calato sulla nostra città, offre una visione ad ampio raggio, che tiene in considerazione la viabilità fino ad Ancona», ha evidenziato il consigliere, riflettendo anche sui dati relativi allo spostamento dei lavoratori.

«In base alle informazioni fornite da Amazon, sarà l’85% dei dipendenti a muoversi con la propria auto e l’Azienda tra l’altro ha chiesto l’autorizzazione per realizzare un altro parcheggio», ha sottolineato Catani, prendendo anche in esame le ipotesi avanzate dal sindaco Lorenzo Fiordelmondo riguardo all’attivazione del bus navetta da Jesi e della realizzazione della fermata ferroviaria all’interno di Interporto.

Vedi anche: Jesi Amazon e trasporti, il Sindaco: «Per i dipendenti bus navetta e stazione ferroviaria»

«Sono soluzioni a lungo termine e di dubbia efficacia. Posto che la revisione del trasporto pubblico a Jesi è un’operazione lunga e difficile, il bus navetta può risolvere gli spostamenti dei lavoratori jesini, ammesso che lo usino, ma qui si parla di 1.000 dipendenti, spalmati su tre anni, che vengono da tutte le parti della provincia, alcuni anche da fuori regione. Chi di questi andrebbe a Jesi a prendere il bus navetta?».

«Mentre la fermata ferroviaria richiederà tempi di realizzazione abbastanza lunghi, nel frattempo dovremo fare i conti con una situazione del traffico più difficile e complessa», ha aggiunto il consigliere, confermando anche la volontà di portare in Consiglio comunale l’interpellanza sul tema della viabilità.

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I flussi del traffico rilevati da Sintagma e presentati in Regione

Il nuovo polo logistico Amazon, in zona Coppetella, il cui avvio operativo è stato calendarizzato per il prossimo luglio, come annunciato dalla stessa Azienda, si sviluppa su una superficie di oltre 66mila metri quadrati coperti (240mila di superficie calpestabile) nell’area adiacente all’Interporto di Jesi, che nel suo complesso prevede uno sviluppo logistico superiore ai 106mila metri quadrati.

Secondo lo studio redatto da Sintagma, basato sul confronto tra dati del 2020 e rilievi svolti direttamente nel 2026, l’andamento nell’area presenta i consueti picchi nelle ore lavorative. Nel complesso, il traffico risulta sostanzialmente invariato, con un incremento del 4% e valori assoluti del tutto marginali.

Le simulazioni effettuate in relazione all’apertura del polo logistico evidenziano che il suo impatto è privo di ripercussioni percepibili sulla viabilità. La rete infrastrutturale attuale è quindi in grado di sostenere l’avvio della nuova struttura, pur emergendo la necessità di pianificare interventi di ottimizzazione e potenziamento in prospettiva futura.

Una necessità che, secondo lo studio, non è direttamente collegata al nuovo insediamento, ma a dinamiche già presenti sul territorio e legate ad altri generatori di traffico.

Lo studio ha anche proposto una serie di azioni per lo sviluppo infrastrutturale futuro, articolate su diversi orizzonti temporali: interventi immediati per la regolazione dei flussi logistici (parcheggi buffer, cioè grandi spazi di sosta per alleggerire il traffico); opere di breve periodo per migliorare il nodo A14–Ss76 in corrispondenza di Ancona Nord (il cosiddetto Ultimo Miglio); scenari di medio-lungo termine per rafforzare l’accessibilità dell’intera area anconetana, tra cui l’ipotesi di un casello Ancona Centro.

È stata evidenziata, infine, la scarsa utilità della previsione di una bretella di collegamento tra l’area interportuale e il casello autostradale di Montemarciano.

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