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JESI / ARRESTI APPALTI, L’IMPRENDITORE CUPRENSE AVEVA RIQUALIFICATO PIAZZA COLOCCI

Nell’inchiesta coinvolta anche una ditta di Cingoli

JESI, 8 novembre 2019 – L’inchiesta giudiziaria focalizzata sui lavori pubblici esplosa ieri con un blitz della polizia al Comune di Ancona, vede coinvolto anche l’imprenditore Marco Duca di Cupramontana.

Il 50enne finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti truccati, aveva riqualificato Piazza Colocci a Jesi.  I lavori, come si ricorderà, avevano portato alla luce antiche vestigia medievali che, poi, sono state ricoperte.

Oltre a lui, titolare dell’impresa Duca Marco & C., ereditata dal padre, sono finiti al centro dell’inchiesta anche altri tre imprenditori: il geometra Carlo Palumbi, dell’impresa edile Procaccia & C. Srl in provincia di Teramo, Francesco Tittarelli della Tittarelli Francesco & C. Sas con sede a Montesicuro (An), Tarcisio Molini della ditta Mafalda Costruzioni Srl di Cingoli. Altri due professionisti di Ancona sono ai domiciliari con l’accusa di corruzione aggravata.

Piazza Colocci

L’ampia inchiesta enomimata Ghost Jobs, condotta dalla Squadra Mobile della Questura di Ancona unitamente alla sezione di Polizia Giudiziaria della locale Municipale, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale dorico, vede coinvolte diverse persone a vario titolo, con accuse che vanno dall’abuso d’ufficio alla truffa aggravata ai danni dello Stato.

I risvolti dell’indagine chiariranno anche il coinvolgimento dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Ancona, Paolo Manarini. Secondo le accuse oltre a violare i principi di trasparenza, economicità e correttezza, cardini per il buon andamento della pubblica amministrazione, non era stato rispettato il principio di rotazione degli inviti e delle assegnazioni dei lavori. Sempre le stesse ditte sarebbero state liquidate per diversi lavori, anche mai eseguiti, con un valore inferiore a quello corrispondente al denaro erogato.

Per contro gli imprenditori “amici” avrebbero ricambiato con doni di vario genere. Sono tutti in attesa dell’interrogatorio di garanzia.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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