Cronaca
Jesi Arriva l’estate e gli sci finiscono nel cestino dei rifiuti
In via dei Fornaciai nuove segnalazioni di abbandoni e degrado, «da anni chiediamo interventi, bisogna anche cercare di risolvere la questione alla radice, per quanto possibile, magari spiegando meglio come funziona la raccolta»
Jesi – E quando credevi di averle viste tutte, ecco che spuntano anche gli sci.
Non sulle piste innevate, ma in via dei Fornaciai a ridosso del Parco del Ventaglio, nei pressi del supermercato Oasi, rifiuti abbandonati poco distante dall’incrocio con via Roma. Un tratto che ormai da tempo, con amara ironia, alcuni residenti hanno ribattezzato “Via del Monnezzaro”.

Un soprannome poco elegante, ma efficace per raccontare una situazione che, spiegano dalla zona, va avanti da anni.
Sacchetti lasciati sotto i cestini, buste sgocciolanti, rifiuti ingombranti e materiale di ogni tipo abbandonato lungo la strada. Contenitori che non sono destinati alla raccolta domestica vengono utilizzati, come cassonetti improvvisati. Con conseguenze anche sul piano igienico, perché quei sacchetti attirano anche ratti.
«Chi ha la residenza qui e vive sepolto dai rifiuti deve subire da anni? Vi sembra giusto?», si sfoga una residente. «Siamo arrivati al limite della sopportazione. Ormai sembra diventato tutto normale, quasi regolare».
SegnalazionI, raccontano, sono state più volte documentate anche con foto e video.

«Ho visto di recente un giovane arrivare con due buste sgocciolanti e gli ho fatto notare che non era corretto lasciarle lì, abbandonate – riferisce la residente –. Mi ha risposto che erano piccole e che non succedeva niente, tanto per la sera sarebbe stato comunque tutto pieno».
Il problema, sottolineano dalla zona, non riguarda solo il decoro urbano, ma anche il rispetto delle regole da parte di tutti.
«Bisogna cercare di risolvere la questione alla radice, per quanto possibile – aggiunge la residente –. Magari spiegando meglio come funziona la raccolta: i giorni, i punti di conferimento, cosa si può lasciare e cosa no. Io, come residente di una via privata, porto i rifiuti nel punto di raccolta nei giorni corretti. Ma a chi non conosce le regole, chi le spiega?».

Il ragionamento si allarga poi alla necessità di controlli e interventi più efficaci.
«Non è possibile che in dieci anni di segnalazioni non si riesca a ridurre il problema». Anche perché, si osserv, l’inciviltà non ha una sola provenienza e non può essere scaricata sempre sugli stessi.
«Gli sci, per dire, non li avrà certo lasciati qualcuno che passava di lì per caso con le racchette in mano», commentano con ironia.

«Noi sciacquiamo pure il barattolino del sugo – aggiungono – e poi dobbiamo sopportare tutto questo». Quel tratto di strada, denunciano, è ormai ridotto troppo spesso a una discarica a cielo aperto.

Gli appelli, spiegano, sono stati numerosi: pec, segnalazioni, richieste di intervento. «La Polizia Locale nei casi più gravi, è intervenuta – precisa la residente –, ma le fototrappole promesse da anni sembrano ormai diventate una cosa impossibile».
Intanto, tra un sacchetto e l’altro, anche la pazienza dei residenti rischia di finire nel cestino.
© riproduzione riservata



