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Cronaca

JESI / BENTORNATO A CASA PICCOLO GRANDE LEONE (foto)

Ieri sera il rientro dalla clinica veterinaria di Tolentino: era stato azzannato riportando gravissime lesioni alla spina dorsale che si era spezzata. La gioia ma anche le preoccupazioni della famiglia Paoletti

JESI, 10 dicembre 2019 – «Leone ha riconosciuto casa, abbaiato agli estranei, attento, vivace, come sempre, e quando siamo andati a riprenderlo alla clinica veterinaria di Tolentino dove era stato operato, non ha voluto più staccarsi dalle mie braccia, mi guardava. Un’emozione fortissima».

Laura è commossa e contenta, come il consorte Leonardo Paoletti, come tutta la famiglia. Ieri sera, varcata la soglia dell’abitazione in zona Coppi, intorno alle 19.30, l’angoscia degli ultimi dieci giorni, il dolore, la rabbia, le preoccupazioni per il futuro, per un po’ hanno lasciato spazio alla gioia per aver potuto comunque riavere Leone.

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Il volpino italiano di poco più di quattro chili, azzannato e devastato alla spina dorsale (leggi l’articolo), che si era spezzata, da un Rhodesian ridgeback in Piazza della Repubblica è ritornato a respirare l’aria di Jesi. Anche se la sua vita non sarà più come quella di prima.

La felicità e le preoccupazioni

«I problemi – spiega Laura – cominciano adesso, sono e saranno tanti perché purtroppo non camminerà più se non con l’aiuto di un carrellino, lo abbiamo già ordinato e se il decorso procede bene lo utilizzerà verso Natale. E dovremo aiutarlo nello svuotare la vescica per tre volte al giorno, non sappiamo ancora se dovrà mettere anche il pannolino, fargli assumere medicinali. Cercheremo di fare tutto il possibile perché possa avere la maggiore autonomia nel muoversi. Questi primi giorni non saranno semplici, dovremo ricostruire il quotidiano».

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Quella normale quotidianità che mercoledì 27 novembre, presso i banchi del mercato, il grosso cane sfuggito al guinzaglio, ha interrotto per sempre.

«Adesso la felicità è tanta, l’importante è che Leone sia ritornato con noi, ma siamo anche preoccupati: il futuro e quello che ci aspetta un po’ spaventa. Leone però ci sta dando tanta forza, speriamo che si possa andare avanti in qualche modo, noi ce la metteremo tutta. Ringrazio la dottoressa Marina Sciarra che è stata non brava ma bravissima con tutta la sua equipe, ho scoperto in questa circostanza che esistono anche cliniche per gli animali, dove sono sottoposti a tutte le cure come per noi umani. Dovremo ancora recarci a Tolentino ma so che posso contare su di lei per qualsiasi cosa e questo mi tranquillizza».

Tanta gente si è interessata alla vicenda di Leone, alle sue condizioni di salute, ha fatto il tifo per lui nei difficili giorni nei quali stava lottando per salvarsi. Ma fra questi  «non c’è la signora del cane che ha aggredito e azzannato Leone, non ha chiesto scusa, e non può non sapere quello che è successo vista l’eco che la vicenda ha avuto, non si è fatta avanti nemmeno per sapere come stesse».

Il che, alla fine, non stupisce, considerato che accaduto il fatto si era dileguata anche se diversi sono i testimoni che hanno assistito all’aggressione.

Il danno e la beffa

«Ci siamo rivolti a un legale per un procedimento sia civile che penale. Dovrà rispondere dei danni sia materiali che morali che ha provocato. Io non ce l’ho con l’animale sfuggito al controllo ma con chi non ha saputo gestirlo». E, in questo caso, si attendono i provvedimenti conseguenti per fare in modo che la cattiva conduzione – peraltro reiterata nel tempo, a quanto pare – non provochi ancora analoghe situazioni di pericolo. E non solo verso altri animali.

La beffa in tutta questa situazione, comunque, sta nel fatto che «quando mia madre che in quel momento lo aveva con sé ha tentato di dividerlo dall’altro cane prendendolo in braccio – ricorda Laura -,  Leone, reagendo al dolore e allo shock, le ha dato un piccolo morso così come a mio zio che era lì con lei. Non hanno avuto bisogno nemmeno di un cerotto anche se mio marito li ha accompagnati al pronto soccorso per l’antitetanica».

Questa dinamica ha innescato una procedura penale, come richiede la prassi, «nei miei confronti per i due morsi inferti. Non solo, ma un veterinario della nostra Asur si è recato a Tolentino a verificare le condizioni di Leone e dovrebbe venire anche qui a casa, perché il nostro cane è considerato un morsicatore e va verificato se ci sono le condizioni perché possa rimanere con noi».

«Spero che questa storia non abbia un seguito. Voglio confidare nel buon senso delle persone».

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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