Cronaca
Jesi Bocciofila Erbarella bruciata, ipotesi struttura provvisoria
Il vice sindaco Samuele Animali: «C’è la possibilità di appoggiarsi ad altre sedi ma stiamo verificando la fattibilità alla realizzazione di un manufatto nell’area interessata»
Jesi – In seguito del rogo che ha completamente distrutto la struttura in legno della Bocciofila Erbarella di via Ravagli, l’Amministrazione comunale sta vagliando quella che sembra essere al momento più di una ipotesi: la realizzazione di un’altra struttura, ma provvisoria, che possa permettere ad associati e residenti di usufruire degli spazi a disposizione nell’area. E da installare dopo lo smaltimento delle macerie causate dal fuoco.
Lo ha confermato il vicesindaco Samuele Animali, evidenziando la volontà di trovare una soluzione per rispondere a una esigenza di socialità cittadina, trattandosi di un luogo, quello della bocciofila, di riferimento non solo per i residenti e per il Comitato di Quartiere – che in quei locali svolgeva le riunioni periodiche – ma anche per tutta la cittadinanza.
Gli uffici stanno quindi lavorando per valutare varie opzioni, non solo la scelta di altri locali che possano ospitare tali attività ma anche eventualestruttura sul posto.

«C’è la possibilità di appoggiarsi anche ad altre strutture – ha affermato il vicesindaco -, per ora stiamo verificando se è fattibile ed economico realizzare qualcosa di provvisorio sul posto, interpellando anche la Protezione Civile, questo ovviamente dopo che saranno smaltite le macerie».
Una soluzione che garantirebbe la fruibilità dello spazio alla cittadinanza compreso il Comitato di Quartiere.
Questa ipotesi darebbe seguito alle numerose richieste espresse da più parti – sia dal mondo politico che associazionistico – per una riapertura della struttura in tempi brevi e darebbe seguito alla volontà stessa delle istituzioni locali, che dopo l’accaduto avevano promesso di trovare una soluzione.
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La struttura, di proprietà comunale, infatti – inaugurata nel 2007 e composta da un casottino Subissati di dimensioni 5×5 metri e da un’ampia tettoia, sempre in legno – è andata completamente distrutta nella notte tra il 24 e il 25 febbraio, per cause che sono ancora da stabilire con certezza ma che da una prima ricostruzione sembrerebbero da addebitare a qualcosa presente all’interno che abbia covato il fuoco e si sia poi surriscaldata generando le fiamme. Escluso l’atto doloso.
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La struttura è attualmente inagibile, a questo punto dovrà essere demolita e ricostruita per tornare a ospitare la socialità del quartiere e non solo. Un intervento che, nel suo complesso, considerato l’incremento dei prezzi di questi ultimi anni, potrebbe arrivare anche a richiedere circa 100mila euro, contro i 50mila (tra struttura in legno, tettoia e arredo interno) spesi 18 anni fa.
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