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Cronaca

Jesi Cagnolina “persa”, la proprietaria si è fatta viva

Era finita sola e spaventata in un supermercato e senza microchip sarebbe stato molto difficile risalire alla sua provenienza ma la diffusione dell’informazione ha contribuito a risolvere il caso, le sanzioni previste dalla normativa vigente

Jesi – In merito alla vicenda della cagnolina ritrovata nei giorni scorsi all’interno di un supermercato cittadino, è intervenuta pubblicamente la proprietaria dell’animale, precisando che la stessa non sarebbe stata abbandonata ma si sarebbe allontanata autonomamente dall’abitazione di famiglia, situata nelle campagne limitrofe.

Jesi Cagnolina terrorizzata si rifugia nel supermercato, probabile abbandono

È opportuno chiarire, che l’articolo pubblicato non parlava di abbandono accertato, ma di probabile abbandono, ipotesi legittima alla luce dei fatti disponibili in quel momento e ipotizzati da chi era presente: un cane solo, impaurito, privo di microchip, ritrovato in un luogo chiuso e affollato, senza che nessuno ne rivendicasse immediatamente la proprietà.

Il post Facebook della proprietaria

Proprio l’assenza del microchip rendeva impossibile, nell’immediato, risalire alla famiglia della cagnolina. Una circostanza che, secondo la normativa vigente, (leggi la normativa) espone il proprietario a una sanzione amministrativa che può arrivare a 250 euro per la mancata identificazione dell’animale.

A questa si aggiunge una possibile ulteriore sanzione, pari a 160 euro, prevista dai regolamenti comunali e regionali che stabiliscono l’obbligo di tenere l’animale sotto la costante sorveglianza del proprietario o detentore.

In questo contesto è corretto evidenziare come la pubblicazione dell’articolo abbia avuto un ruolo fondamentale: senza un’identificazione certa e senza una segnalazione pubblica, la cagnolina sarebbe rimasta al canile sanitario, con il rischio concreto di essere trasferita successivamente in un canile ordinario. L’informazione, in questo caso, ha contribuito a rendere visibile una situazione altrimenti destinata a rimanere anonima.

Resta, inoltre, un tema più ampio, che va oltre il singolo episodio. I cani non dovrebbero essere lasciati liberi di vagare nei campi o fuori da aree adeguatamente recintate.

Non solo per una questione di sicurezza, ma anche per la tutela degli stessi animali. Proprio in questi giorni, diversi Comuni del territorio hanno emesso ordinanze legate alla presenza di lupi, invitando alla massima attenzione nella gestione degli animali domestici.

Un cane libero per qualsuasi motivo può diventare una facile preda e, in casi come questi, episodi evitabili rischiano di alimentare reazioni emotive e accanimento verso il lupo, che non agisce perchè cattivo ma per istinto e natura.

Infine, è doveroso distinguere tra la legittima difesa del proprio operato e gli insulti apparsi sui social, che non trovano giustificazione.

Informare non significa accusare: significa raccontare fatti, dopo aver verificato le fonti, e, quando necessario, ricordare regole che esistono per tutelare tutti, persone e animali.

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