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Cronaca

JESI / Capodanno in zona rossa con il cenone da asporto

Per le prenotazioni si sperava in qualcosa di più

JESI, 31 dicembre 2020 – Dal 28 dicembre le Marche sono rientrate in “zona arancione”, così il resto del Paese. Il cambio di colore ha portato con sé un allentamento delle restrizioni durato poco però, da oggi, infatti, ultimo dell’anno, e sino al 4 gennaio, siamo di nuovo inzona rossa“.

Bar e ristoranti rimarranno chiusi, consentito l’asporto fino alle 22 e la consegna a domicilio senza limitazioni. Le tradizioni per questa giornata del 31 dicembre sono sempre state diverse per ognuno di noi ma quest’anno si prospetta una scelta obbligata dalla pandemia.

Il cenone, da consumare a casa, è per molti un desiderio irrinunciabile che è possibile soddisfare grazie anche all’asporto.

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A questo proposito c’erano le condizioni per aspettarsi forse una maggiore richiesta ma le previsioni finora non sono state del tutto confermate per alcuni ristoratori e addetti alla gastronomia. In generale la possibilità di ordinare prodotti tipici continua ad essere apprezzata ma allo stesso tempo si è registrato un calo rispetto agli scorsi anni, presumibilmente dovuto all’attuale clima di restrizioni e incertezze in merito agli spostamenti.

«Le ordinazioni ci sono ma rispetto agli scorsi anni il calo purtroppo è evidente» ammette il proprietario della gastronomia Tutti a Tavola .

gastronomia tutti a tavola jesi

«Abbiamo cercato di mantenere gli stessi prezzi ma io non ci rientro quasi, anche se devo, per forza. Se si guardano le fatture e le bolle di ingresso sono evidenti gli aumenti, dal primo gennaio ci sarà anche una sovrattassa sulla plastica per i contenitori da asporto».

coop via gallodoro jesi

Il trend si è mantenuto simile a quello dell’anno scorso invece per la Coop in via Gallodoro.

«C’è stata qualche piccola variazione, nessuna impennata o incremento – commenta uno dei responsabili -. Per i menù di Natale abbiamo dato via un’ottantina di pezzi, per quelli di Capodanno una quarantina. Onestamente, considerata la situazione particolare, pensavamo a qualcosa in più.

Probabilmente hanno influito i tempi per la prenotazione, che sono stati un po’ ristretti. Nel nostro volantino con i piatti delle feste la scadenza prevista per Natale era il 18 e per Capodanno il 23, dopo queste date non è stato più possibile mettere a disposizione i menù. Appena è uscito il Dpcm Natale ci hanno subissato di richieste, alla fine non avevamo più le materie prime e abbiamo dovuto chiudere».

Cora Ceccarelli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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