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Cronaca

JESI / Centro storico spaccato in due tra riqualificazione e abbandono

Plauso per gli interventi nella parte commerciale, molte le critiche su quella residenziale, la medievale, che è stata abbandonata a se stessa

JESI, 19 settembre 2020 – Il futuro ma anche il presente del centro storico sono stati al centro del confronto che si è svolto giovedì sera a Palazzo Bisaccioni, sede della Fondazione Carisj.

Condotta dal giornalista Gianni Moreschi, la serata ha visto presenti il sindaco Massimo Bacci e Alfredo Benigni dell’associazione dei commercianti di Jesi Centro, diversi commercianti e residenti del cuore della città.

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Ricordati gli interventi svolti in otto anni di Amministrazione, il primo cittadino ha annunciato l’imminente abbattimento del vecchio ospedale, «questo autunno il via ai lavori, siamo in dirittura d’arrivo», e che «con i ribassi della gara di Corso Matteotti saranno riqualificate le Scalette della Morte e sistemato vicolo Mastella».

Parcheggi e movida sono state le questioni affrontate da Benigni: «Magari un giorno avere tutta Ztl fino all’Arco Clementino, ma servono servizi per poter raggiungere agevolmente il centro città. Il mercato del mercoledì e del sabato porta tanta gente e da qualche anno abbiamo visto un incremeno di turisti dal nord Europa. Dalle 19 alle 24 è l’orario più frequentato anche grazie agli eventi che organizziamo per non disabituare le persone a frequentare il centro».

Del piano dei parcheggi se ne parlerà al Consiglio comunale del prossimo 25 settembre.

La parola è quindi passata ai residenti del centro che hanno evidenziato una sostanziale differenza tra la parte settecentesca del centro e quella medievale.

«Probabilmente non porta economia ma nelle zone di San Pietro e Porta Valle ci sono sporco, guano di piccioni (il Sindaco ha detto che la popolazione di volatili è sotto controllo, dati Ispra alla mano) e ratti – hanno segnalato in diversi -. Spazi verdi massacrati, fontane senz’acqua, immondizia, pochi parcheggi».

Una residente ha messo in luce anche le condizioni del quartiere ebraico, spiegando che alcune aree «stanno per crollare». C’è anche chi sulla movida ha chiesto un intervento chiaro: «Servono decisioni precise a favore della collettività e non contro qualcuno, fino ad ora ci è stato detto solo che non si poteva fare niente».

Ci si è confrontati anche sullo spostamento dell’obelisco in Piazza della Repubblica: Bacci ha ricordato il vincolo temporale che obbliga il trasferimento entro il 21 luglio 2021 e sottolineato la necessità di far conoscere alla città la figura di Cassio Morosetti poché «è stato dipinto in maniera sbagliata».

Presente anche il commerciante Paolo Bifani: «Il centro è luogo di incontro: fette di mercato sono andate ai centri commerciali e all’e-commerce perciò non siamo più noi il traino. Proprio per questo credo che i tavoli fuori, la presenza di tante persone, gli eventi, sinoa la strada da seguire perché la riqualificazione da sola non basta. Sarebbe un grosso colpo in negativo per il centro spostare l’obelisco perché toglierebbe vivibilità ed eventi a Piazza della Repubblica, che sono aspetti sui quali invece dobbiamo puntare».

(e.d.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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