Cronaca
Jesi Clabo, i sindacati: «Aperti i licenziamenti collettivi», l’Azienda: «Sono volontari»
«Non è un cambio di rotta ma uno strumento per agevolare lavoratori prossimi alla pensione, misura volta a minimizzare l’impatto sociale garantendo al contempo l’efficienza organizzativa richiesta dal nuovo Piano Industriale»
Jesi – I sindacati Fillea Cgil, Filca Cisl e FenalUil, in ina nota prendono posizione per una «nuova crisi aziendale in Vallesina», la nota azienda del nostro territorio leader mondiale nella produzione di vetrine espositive professionali e arredamenti completi per il settore del food retail e della ristorazione, «da tempo in situazione di difficoltà. A giugno dello scorso anno, la Società ha attivato la procedura di Composizione negoziata della crisi».
«Procedura necessaria per rilanciare il gruppo e che a breve dovrà trovare la definitiva conclusione. Nel corso dell’ultimo anno l’azienda ha studiato e presentato un piano industriale, ha aperto tavoli di trattativa con tutti i creditori, messo in campo tutte quelle sinergie interne necessarie per recuperare efficienza e marginalità nel medio lungo periodo».
«D’altra parte le maestranze, con senso di responsabilità, hanno prestato la loro attività in un contesto complesso facendo enormi sforzi per garantire la continuità produttiva, limitando la perdita in un momento di difficoltà nell’approvvigionamento dei materiali».

«Il problema è che dalle comunicazioni ufficiali a mezzo stampa si è omesso che le organizzazioni sindacali di categoria, sempre presenti durante tutto il percorso della procedura, hanno ricevuto martedì 9 giugno la comunicazione dell’apertura della procedura di licenziamenti collettivi».
«Nelle incessanti relazioni sindacali degli ultimi mesi e nell’illustrazione del piano industriale era stato indicato l’accesso a nuova liquidità con un finanziamento di 10 milioni destinati alla Clabo Spa, purtroppo apprendiamo solo dalla stampa che il finanziamento è destinato ad una NewCo, gettando dubbi e ombre sulle future operazioni che speriamo vengano chiarite quanto prima».
«Da sempre, la proprietà ha sostenuto di non voler intervenire sulle maestranze, ritenendole punto di forza della Clabo Spa, pertanto confidiamo che la trattativa che si aprirà sarà incentrata su una maggiore trasparenza da parte dalla proprietà e che si potrà definire un percorso che generi il minor impatto sociale possibile, garantisca la continuità aziendale e la centralità del sito produttivo jesino».
«Siamo certi che tutti i soggetti interessati abbiano a cuore il futuro aziendale e che con uno stile aperto al confronto e responsabile si possano trovare gli equilibri necessari. Consapevoli della rilevanza di una procedura di licenziamenti collettivi, vigileremo affinché non ci siano ulteriori azioni aziendali di impatto sui lavoratori e le lavoratrici della Clabo Spa».
Dopo la nota stampa dei sindacati, l’Azienda è intervenuta per «fare chiarezza su alcuni aspetti fondamentali del percorso di rilancio intrapreso, respingendo con fermezza ogni dubbio in merito alla trasparenza delle proprie azioni».
«La Società – quotata sul mercato Euronext Growth Milan – esprime, in primo luogo, sincera sorpresa nel constatare come, dopo un anno di costanti, proficue e trasparenti interlocuzioni, le Organizzazioni Sindacali manifestino proprio ora preoccupazione, in una fase cruciale in cui il Gruppo si accinge a uscire dalla Composizione negoziata della crisi (Cnc), traguardo peraltro tempestivamente comunicato alle stesse rappresentanze dei lavoratori».
«In merito alla procedura di licenziamento collettivo, Clabo precisa che tale eventualità era già stata ampiamente anticipata e discussa con le Organizzazioni Sindacali nel corso della riunione tenutasi venerdì 5 giugno. L’attivazione della procedura non rappresenta un cambio di rotta rispetto alla volontà, sempre ribadita dalla proprietà, di salvaguardare il valore delle maestranze, ma costituisce uno strumento tecnico propedeutico e necessario per agevolare l’uscita, prevalentemente su base volontaria, di alcuni lavoratori prossimi al raggiungimento dei requisiti pensionistici».
«Si tratta, pertanto, di una misura volta a minimizzare l’impatto sociale, garantendo al contempo l’efficienza organizzativa richiesta dal nuovo Piano Industriale. Contrariamente a quanto erroneamente riportato dalle Organizzazioni Sindacali, la Società non è attualmente alla ricerca di nuova liquidità per far fronte alla gestione ordinaria. Clabo ha già ricevuto formale conferma, da parte di un primario istituto finanziario, in merito all’erogazione di un finanziamento da 10 milioni di euro».
«In relazione alla costituzione di una NewCo, la Società ribadisce quanto già ampiamente spiegato nei precedenti comunicati e illustrato direttamente alle Organizzazioni Sindacali: tale operazione è strettamente funzionale e necessaria all’esecuzione del Piano Industriale 2026–2030 e alla manovra di risanamento. Tutte le maestranze saranno trasferite nella nuova azienda operativa, garantendo così la piena continuità aziendale e la centralità del sito produttivo di Jesi».
«L’attuale Clabo Spa assumerà il ruolo di Holding operativa del Gruppo, detenendo le partecipazioni nelle Società operative. La Società respinge quindi con forza ogni illazione riguardo a una presunta mancanza di trasparenza sulle azioni previste dal Piano Industriale, che è stato concepito con il chiaro obiettivo di rimettere il Gruppo nelle condizioni ottimali per riprendere un solido percorso di crescita».
«Clabo Spa rinnova il proprio apprezzamento per il senso di responsabilità e l’impegno profuso da tutti i dipendenti in questo anno complesso. Confidiamo che le future trattative con le Organizzazioni Sindacali possano proseguire con il consueto spirito di confronto aperto, costruttivo e responsabile, al fine di definire i migliori equilibri necessari per il successo del Piano Industriale e la salvaguardia del futuro aziendale».
Leggi anche: Jesi Clabo, accordo per 8 milioni con i creditori: parte il risanamento
Risale a poche ore fa la comunicazione dell’ad Pierluigi Bocchini riguardo alle operazioni di risanamento dell’Azienda: «Le negoziazioni in corso stanno procedendo in modo ottimale e costruttivo, siamo pertanto fiduciosi di poter raccogliere i consensi necessari a supporto del piano industriale 2026–2030, raggiungendo un esito positivo che ci consenta di superare l’attuale fase di composizione».
© riproduzione riservata



