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Cronaca

Jesi Commissariato con organici ridotti, Volanti “scoperte” e turni al limite

Le sigle sindacali della Polizia, Coisp, Sap e Siulp: «Con l’attuale carenza di organico difficile garantire la necessaria presenza sul territorio anche della Vallesina perchè la sicurezza si fa con gli agenti in strada»

Jesi – Poche Volanti in strada, in alcuni turni nessuna. È la fotografia della sicurezza a Jesi e in Vallesina, dove la carenza di personale al Commissariato cittadino – che copre 13 Comuni nella Vallesina, per un totale di circa 90.000 abitanti (40.000 circa solo a Jesi) -, incide in modo diretto sulla capacità di controllo del territorio.

Una situazione che, pur inserita in un quadro provinciale e nazionale complesso, a Jesi assume contorni particolarmente critici.

«La sicurezza si fa con gli agenti in strada – spiega Andrea Montesi, segretario provinciale del CoispCoordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle Forze di Polizia -, e a Jesi il problema è proprio questo: il personale è troppo poco per garantire una presenza costante».

Sulla stessa lunghezza d’onda Filippo Moschella, segretario provinciale del SapSindacato autonomo Polizia – che il.22 gennaio in un comunicato ha reso noto di aver «incontrato il Sig. Questore Capocasa per rappresentargli lo stato di disagio del personale (il 18% ha chiesto di andare altrove, con perdita anche di competenze e professionalità) e chiedergli di segnalare nuovamente al Viminale le reali difficoltà operative, per avere un’adeguata assegnazione di agenti ad agosto, quando termineranno i corsi d’istruzione. || Questore ha risposto che cercherà di fare il possibile, partendo dalla maggiore flessibilità a favore delle Volanti ed assegnando i nuovi Ispettori dove sono maggiormente necessari. II Sap chiederà al più presto un incontro con il Sig. Prefetto, per ottenere un ulteriore autorevole aiuto allo scopo di riavere un adeguato standard di sicurezza in tutta la provincia».

A differenza dei Commissariati di Senigallia, Osimo e Fabriano, che nel 2025 hanno beneficiato di rinforzi, Jesi è rimasta esclusa dalle ultime assegnazioni,  nello scorso mese di giugno dovevano arrivare 8 agenti che non sono arrivati nemmeno nel mese di settembre e Jesi non vedrà nessun incremento neppure in questa sessione di assegnazioni, si ipotizza un Ispettore nella prima decade di febbraio.

«Negli altri uffici della provincia – osserva Montesi – sono arrivati anche otto agenti su organici di circa 25 unità. A Jesi questo non è avvenuto, nonostante il Commissariato copra un territorio vasto come tutta la Vallesina».

Secondo i dati sindacali, l’organico effettivo del Commissariato si attesterebbe oggi attorno alle 20-21 unità, a fronte di una dotazione teorica di circa 40 uomini, numeri che rendono difficile coprire tutti i turni e far uscire le Volanti.

 Le ricadute sono concrete. Ci sono turni in cui resta una sola persona in Sala Operativa che può rispondere al telefono ma non intervenire, in questi quei casi non si può fare altro che chiedere supporto ai Carabinieri, che però vivono a loro volta una situazione di sofferenza sugli organici.

«Il disagio del personale, costretto a continui ed estenuanti turni di servizio, è notevole. Basti pensare che mediamente ogni operatore effettua circa 21 ore di servizio straordinario ogni mese: sono altri 3,5 giorni di lavoro rispetto al normale, 42 giorni in più ogni anno, necessari per i notevoli carichi lavorativi e le carenze di personale».

Per garantire una pattuglia completa servirebbero almeno tre agenti per turno, con un minimo di 15, considerando turni di riposo, permessi, ferie. Per coprire l’arco delle 24 ore servirebbero almeno venti operatori. A Jesi, semplicemente, questi numeri non ci sono.

Nel dibattito cittadino torna ciclicamente anche il tema della Polizia Locale armata di Taser – proposta avanzata anche dalla minoranza ma non accolta, che potrebbe dare un contributo importante in termini di presidio sul territorio.

A incidere sulla presenza in strada è anche la crescente richiesta di personale per le attività amministrative.

«Negli ultimi anni – spiegano i rappresentanti sindacali – c’è stata una forte spinta su passaporti, immigrazione e permessi di soggiorno. A Jesi questo ha funzionato, i tempi si sono accorciati, ma la sicurezza non si percepisce allo sportello: si percepisce in strada».

A rafforzare le richieste in un quadro già critico c’è anche la posizione del SiulpSindacato italiano unitario lavoratori Polizia -. che richiama l’attenzione sull’estensione e sulla complessità del territorio di competenza, un’area con un tessuto produttivo e industriale rilevante, oltre a un costante fabbisogno di servizi di ordine pubblico legati agli eventi sportivi, che richiederebbe un apparato di sicurezza adeguato. Il Siulp segnala inoltre criticità strutturali dello stabile che ospita il Commissariato e il Distaccamento Polstrada, con infiltrazioni d’acqua e spazi al limite dell’agibilità.

«Sacrifici continui e condizioni lavorative al limite non sono più sostenibili – afferma il segretario generale provinciale SiulpAlessandro Bufarini –, servono interventi urgenti e una reale attenzione ministeriale per restituire sicurezza al territorio di Jesi».

Assegnazioni insufficienti rispetto ai pensionamenti che solo nel 2025 hanno superato di gran lunga i nuovi arrivi. Ogni anno la Polizia perde migliaia di operatori e le assunzioni non riescono a compensare.

A Jesi e in tutta la Vallesina il rischio è che il divario tra richieste dei cittadini e la possibilità di soddisfarle, aumenti, e la sicurezza resti confinata dietro una scrivania.

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