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Cronaca

Jesi Condannati i componenti della banda dei bancomat

I quattro, tutti residenti in Vallesina, hanno patteggiato le pene con condanne che vanno dai 4 anni e 10 mesi a 3 anni e 10 mesi, dovevano rispondere di 56 capi di imputazione

Jesi – Il Gup del Tribunale di Ancona ha accolto l’applicazione della pena su richiesta delle parti, il patteggiamento, condannando i quattro appartenenti alla banda dei bancomat, che la notte del 29 luglio 2025 erano stati arrestati in flagranza dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Ancona e del Nucleo Operativo di Jesi, subito dopo aver fatto esplodere lo sportello Atm della Credit Agricole di Marotta di Mondolfo.

I quattro imputati hanno patteggiato le pene, con condanne che vanno dai 4 anni e 10 mesi per A.F. e P.G. a 3 anni e 10 mesi per A. M. e M. P. M.

Colonnello Di Costanzo

I quattro, tutti residenti nella Vallesina, a seguito delle indagini condotte ai Carabinieri sono stati complessivamente imputati per ben 56 capi di imputazione.

Sono infatti 11 i colpi esplosivi (di cui 5 consumati e 6 tentati) architettati ed eseguiti con l’utilizzo di esplosivi in danno di altrettanti sportelli bancomat delle province di Ancona, Macerata e Pesaro Urbino, oltre ai numerosi reati connessi all’attività del gruppo che vanno dalla detenzione, porto e utilizzo di materiale esplodente classificato come arma da guerra, alla ricettazione di 3 autovetture e di 6 targhe rubate e utilizzate per i furti, a 9 episodi di riciclaggio di autovetture rubate utilizzate con targhe clonate per i furti, a 5 furti di autovetture e 4 targhe, utilizzate poi per i furti con esplosione ai bancomat, a 3 incendi di altrettante autovetture per occultare eventuali tracce biologiche, al porto e detenzione di pistola semiautomatica cal. 7,65 con sei cartucce dello stesso calibro, risultata arma clandestina e ricettazione della medesima oltre che di un fucile da caccia cal. 12, risultato intestato a persona deceduta.

In particolare alla banda sono attribuiti i colpi consumati a Corinaldo, Cingoli, Barbara, Barchi e Marotta, oltre ad aver tentato a Trecastelli, Jesi, Chiaravalle, Castelleone di Suasa, Piagge e Monte San Vito.

Per i quattro condannati è stata disposta la custodia cautelare degli arresti domiciliari, per due di loro con il braccialetto elettronico.

Le condanne sono l’epilogo di una complessa indagine, condotta sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ancona e svolta con estenuanti servizi di pedinamento e indagini tecniche e scientifiche, che hanno portato a raccogliere elementi schiaccianti circa la responsabilità dei 4 condannati per tutti gli episodi delittuosi contestati.

In particolare è emersa con vigore la loro azione spregiudicata e tuttavia la loro estrema cautela per sviare le attività di indagine, anche nelle attività propedeutiche ai colpi veri e propri, che prevedevano il reperimento del materiale esplodente, il confezionamento delle marmotte utilizzate quale ariete deflagrante per scardinare le casseforti Atm, il furto di autovetture e di targhe, o la clonazione di queste, da utilizzare per raggiungere i bersagli prescelti senza lasciare tracce riconducibili a loro, ponendosi peraltro ben chiara la prospettiva di dover ingaggiare eventuali inseguimenti con le Forze dell’ordine, per i quali si erano muniti di chiodi a 3 punte da lanciare sull’asfalto oltre che delle armi clandestine rinvenute nella loro disponibilità.

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