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Jesi Consulta delle donne più inclusiva con l’acronimo LGBTQIA+

Oggi in Consiglio comunale sarà valutato di abrogare la attuale e istituire quella delle persone che si riconoscono nelle diverse identità sessuali e di genere, fuori dagli schemi tradizionali, all’ordine del giorno anche la proclamazione di Jesi “Città sicura per le donne”

Jesi – Sarà sottoposta a votazione nel Consiglio comunale di oggi, la proposta di abrogazione della Consulta per le donne e per le pari opportunità – costituitasi dopo la deliberazione consiliare del novembre 2020 – a favore dell’istituzione della Consulta delle Donne e delle persone che si riconoscono nella comunità LGBTQIA+, e del relativo regolamento, «in attuazione dell’art. 13 dello Statuto Comunale e delle Linee Programmatiche di mandato approvate con deliberazione consiliare n. 136 del 30 novembre 2022», è esplicitato nel documento della proposta.

Nato per descrivere le diverse identità sessuali e di genere fuori dagli schemi tradizionali, l’acronimo LGBTQIA+ è un termine in evoluzione e mira a rappresentare la diversità della comunità, include lesbiche, gay, bisessuali, transgender/transessuali, queer, intersessuali e asessuali, mentre con il simbolo “+” si vogliono comprendere le ulteriori identità e gli orientamenti non esplicitamente menzionati.

La sigla si è evoluta nel tempo, passando da forme più brevi a LGBTQIA+, per garantire una maggiore inclusività, riflettendo la continua crescita nella comprensione delle identità.

In linea con la valorizzazione dell’inclusione e della promozione dell’identità della donna, all’ordine del giorno in Consiglio comunale, sarà anche la proclamazione di Jesi “Città sicura per le donne/safeplace4women“, vista la sensibilità dimostrata dal Comune per la parità di genere e per l’organizzazione di iniziative che valorizzano il ruolo della donna e la tutela della stessa contro la violenza di genere.

Questa proclamazione va nella direzione di «continuare ad adottare politiche che, da un lato, garantiscano la sicurezza delle donne e, dall’altro, sanzionino espressamente qualsiasi forma di violenza di genere, assicurando il pieno ed equo coinvolgimento delle donne nel corso di tutto il processo», si legge nel documento che sarà al vaglio dal Consiglio comunale.

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