Cronaca
Jesi “Cronopasseggiata” scolastica con sguardo curioso sul passato
Due classi della scuola primaria “Martiri della Libertà” hanno percorso la città fotografando dettagli da collocare lungo una linea temporale, la tappa al Bar Trieste custode di un piccolo museo dell’antica civiltà contadina
Jesi – Gli alunni di due classi della scuola primaria Martiri della Libertà protagonisti di una cronopasseggiata: un’uscita speciale pensata per osservare il territorio con occhi curiosi, fotografare ciò che colpisce l’attenzione e provare a collocarlo nel tempo.
L’obiettivo era costruire, al rientro, un grafico capace di raccontare non solo il tragitto percorso tra le vie della città, ma anche le epoche incontrate attraverso edifici, oggetti e dettagli spesso inosservati.
Il percorso ha fatto tappa al Bar Trieste, noto per il gelato artigianale e per le tante specialità del menù, ma anche custode di un piccolo e sorprendente museo di attrezzi dell’antica civiltà contadina. Qui i bambini hanno trovato molto più di un locale storico: tra le pareti si conserva una ricca collezione di strumenti che raccontano il lavoro, la fatica e l’ingegno di un tempo.

I proprietari, con grande disponibilità, hanno aperto le porte del locale in orario di chiusura per permettere alle classi di vivere un’esperienza speciale.
La missione era chiara: ritrovare nel pub un oggetto misterioso osservato in una fotografia ricostruita, provare a dargli un nome e ipotizzarne l’uso. Divisi in piccoli gruppi, gli alunni hanno esplorato, discusso, confrontato idee e infine presentato le proprie ipotesi ai compagni, cercando di convincerli della correttezza delle loro intuizioni. Un esercizio di osservazione, di linguaggio e di pensiero critico che ha trasformato la visita in un vero laboratorio di storia.

L’esperienza si inserisce in un percorso più ampio che ha preso avvio dallo studio dei nomi propri: i bambini hanno riflettuto sull’origine del proprio nome e su chi lo abbia scelto, per poi spostare lo sguardo ai nomi delle vie cittadine, cercandone il significato e la collocazione storica anche attraverso l’analisi di fotografie antiche e mappe del territorio. Un modo concreto per intrecciare geografia e storia, partendo da ciò che è vicino e quotidiano.
Le classi continueranno a lavorare in modo esperienziale sulla conoscenza del territorio, consapevoli che ogni angolo della città può custodire tracce preziose del passato. Un sentito ringraziamento va ai proprietari del Bar Trieste per l’accoglienza e per aver trasformato il locale, grazie anche alla passione di Angelo Capogrossi, in un luogo di cultura, memoria e vita per tutta la comunità.
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