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JESI / DA CASSONETTI PER GLI SFALCI A DISCARICA, IN PERIFERIA REGNA L’INCURIA

Pneumatici, rottami in ferro e rifiuti di ogni genere al posto di quelli vegetali

 

JESI, 6 febbraio 2019 – A distanza di soli pochi giorni dalla scomparsa dei cassonetti metallici per la raccolta di sfalci e potature, disseminati specialmente nelle periferie, e la loro sostituzione con contenitori in plastica molto meno capienti dei primi, ecco che gli addetti alla raccolta dei rifiuti si sono trovati nella necessità di potenziarne il numero.

Nei primi giorni di avvio del nuovo sistema di raccolta di questo genere di rifiuti al posto del capiente cassonetto erano stati posti in loco due contenitori che si sono dimostrati insufficienti a raccogliere quel tipo di rifiuto; ecco allora che da due siamo passati a tre. E questo in pieno inverno, quando quel genere di rifiuti non se ne produce tanto; cosa accadrà con l’arrivo della bella stagione e la ripresa della produzione naturale di quel genere di rifiuti?

E’ proprio questo l’interrogativo che si pongono i cittadini, specialmente delle periferie dove molti di loro si dilettano nel curare il piccolo giardino privato o l’ampio spazio verde del condominio. Quei 2 o al massimo 3 piccoli contenitori basteranno per la raccolta di erbacce, fogliame e potature? Staremo a vedere.

Anche se, al momento, mancano notizie precise sulle ragioni che hanno portato a questa rivoluzione nella raccolta degli sfalci, circolano voci più o meno veritiere sulle motivazioni; secondo alcune di queste la colpa del cambiamento di contenitori sarebbe imputabile alla mancanza di fondi per la sostituzione del mezzo meccanico utilizzato per lo svuotamento dei cassonetti che si dice sia rotto. Altri danno la colpa a lavoratori in nero che, dopo aver provveduto a bonificare e pulire giardini privati, includendo in quest’opera di pulizia anche oggetti che nulla hanno a che vedere con erbacce, rami e potature, gettavano il tutto in quei cassonetti. Non sarebbero casi isolati i rinvenimenti all’interno dei capienti contenitori di materiale completamente diverso dal “verde”, da pneumatici a rottami di cocci o ferro ed altro ancora. Anche questo comportamento esecrabile è tra le cause che hanno privato cittadini rispettosi delle regola a fruire di un servizio che ben si concilia con il rispetto della natura.

Ma questo comportamento tenuto dai responsabili dell’igiene urbana sembra non essere applicato ovunque. Una prova sta nella situazione che si registra in alcuni punti di raccolta dei rifiuti: piccole oasi dove i cittadini che abitano le estreme periferie o la campagna possono smaltire tutti i tipi di rifiuti. Perché, ci chiediamo, se per colpa di qualche incivile che usa impropriamente il contenitore del “verde” vengono penalizzati tanti cittadini ai quali si toglie loro quei cassonetti, altrettanto non viene fatto anche in questi punti di raccolta di campagna? Lo spazio occupato dai cassonetti è invaso da materiale che andrebbe smaltito in altro luogo, addirittura c’è stato che si è disfatto di decine e decine di tavolette di plastica avendo cura di legarle assieme per trasportarle meglio, non certo per riguardo dell’ambiente. Perché in questo caso non si sono presi provvedimenti finalizzati ad individuare i responsabili? Una volta in quel sito c’era una telecamera, ma oggi è sparita anche quella.

 Sedulio Brazzini

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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