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Cronaca

JESI / DECEDUTA “MARÌ DE CULO BELLO”, MITICA OSTESSA JESINA

Assunta Conversazioni aveva 95 anni. I funerali domani con rito civile. Nella sua trattoria “Da Mariola vino e cucina” manicaretti per generazioni di jesini. Il ricordo del sindaco Massimo Bacci e del medico, Leonardo Sanchioni 

JESI, 26 agosto 2018 –  “Da Mariola, vino e cucina“, l’insegna della trattoria in via San Martino. Ma lei, Assunta Conversazioni (foto in primo piano), era conosciutissima come Marì de culo bello, epiteto che le derivava dalle sue “grazie” giovanili. Comunque, l’indicazione giusta, per la sua trattoria, anche se ufficiosa, era proprio quella.

Nata a Jesi, è morta venerdì scorso, 24 agosto, a Maiolati Spontini, all’età di 95 anni. Dopo che da qualche tempo, cinque anni, aveva smesso l’attività portata avanti, comunque, sino in età avanzata e smessa nel 2013. I funerali, in forma civile, alle 9.30, dalla casa del commiato “Santarelli” di Monsano, dove si può visitare la salma  dalle 8 alle 20 di stasera. La sepoltura avverrà nel cimitero cittadino.

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Da lei sono passate generazioni di jesini a gustare gnocchi col sugo di papera, tagliatelle, vincisgrassi, coniglio in porchetta, stoccafisso. Una festa per il palato, soprattutto la domenica.  Prezzi stracciati rispetto al resto e una vantata genuinità che, comunque, trovava riscontro nella clientela.

Da Mariola

La trattoria in via San Martino

Entrare nella sua piccola trattoria era come ritornare e sentirsi a casa, la sua cucina dai sapori unici – e dagli odori che ti si impregnavano addosso – talmente gustosa, da leccarsi i baffi. E spesso e volentieri non si trovava posto.
La ricorda, tra i tanti altri, Paola Belardinelli: «Ci andavo spesso con le colleghe e a volte ordinavo da asporto, era un posto piccolo il suo, al piano terra aveva due tavolini ma salendo le anguste scale al piano superiore poteva ospitare fino a 20 persone, una frase che mi è rimasta impressa è che quando volevamo i cappelletti lei ce  li faceva solo in brodo perché asciutti ce ne volevano troppi. Prezzi economici spesso senza scontrino, ma lei non se ne preoccupava».

Un altro ricordo singolare lo lascia una sua cliente venuta da fuori. In un articolo del 26 dicembre 2011.

“Scusi, conosce la trattoria… ehm… da Maria?
“Maria? Me pare de no…
“Si chiama Maria, Marì…
“Ah… scì, scì! Mari’ de culo bello!”

«Anche il coraggio ci manca, di nominare per intero quel nome. Sappiamo benissimo che la trattoria in questione si chiama Marì de culo bello. Ma quell’epiteto ci sembra troppo piccante, un po’ audace, forse fantasioso, magari degno più di una pecoreccia boutade che di un locale al centro di Jesi, e il rivolgerci a un estraneo per informarci su un cosiddetto locale ci inibisce, timorosi di essere fraintesi. Però tutti la conoscono».

«Non è una diceria, né una leggenda popolare. Marì de culo bello esiste davvero. Sull’insegna, un pannello di ferro arrugginito, c’è scritto “da Mariola, vino e cucina”».insegna da Mariola

«…lei, Mariola, con una parnanza annodata al grembo e maculata di imprecisate macchie, il corpo tozzo e minuto di una bambola senza tempo e gli occhi di un azzurro che trafigge, omericamente miopi».

«“Aho, ndo’ gide (“andate” in jesino, ndr), e che non s’apre?” Sono queste le prime parole, gracchianti, audaci, che ci rivolge. Noi, per non contraddirla, scivoliamo già succubi dentro il locale, una piccola sala scura e ornata di pochi tavoli. Lei ci fa strada sgambettando, col passo ciabattoso, mentre i contorni del leggendario Mari’ de culo bello si fanno più nitidi intorno a noi. Emergono cartoline da luoghi improbabili appuntate alle pareti, macchie gialle sul soffitto e un odore di polvere che impregna l’aria. È sogno? È realtà? Siamo in una zona intermedia? Difficile capirlo. Mariola – sì, è lei, non ci sono dubbi – ci interroga col suo sguardo azzurro. “Che ve faccio da magnà? C’ho tutta roba buona. Lasagne, tajatelle, pollo, conijo”».

Da mariola

L’interno

«La performance mangereccia non smentisce certo la nostra fama, e stavolta Mariola ci regala anche la soddisfazione di pagare un’inezia. I prezzi, da Marì de culo bello, sono fermi agli anni Cinquanta e lei ci fa pure lo sconto, anche se, tiene a precisare sardonica: “Lo sconto l’ho fatto alla signorina, non te pensà…”. Insomma, ce ne andiamo con l’impressione di aver fatto il pranzo domenicale dalla nonna, che ti scodella ciò che si ritrova in frigo».

Il suo medico, Leonardo Sanchioni, lascia anche lui, in un post, il suo pensiero: «Cara Conversazioni Assunta, cara Mariola, come tuo medico per molti anni ti ho conosciuto a fondo e ti ho curato con affetto perché eri sempre serenaspiritosa. È da molti anni che non ti vedevo più ma le tue battute non le scorderò mai, come non scorderò mai il sapore dei tuoi manicaretti. Cara Mariola sei stata un pezzo importante della storia di Jesi. Ora riposa in pace in Cielo».

Per il sindaco Massimo Bacci: «Il nome di Assunta Conversazioni credo dica poco ai più. Se però la chiamiamo come era conosciuta nella sua caratteristica trattoria, da Mariola, allora un velo di nostalgia scende su tanti jesini. Perché Marì de Culobello ha davvero rappresentato un pezzo di storia della nostra città ed i suoi piatti tipici hanno accompagnato per decenni pranzi, piacevoli chiacchierate tra amici, momenti di serenità, senso di comunità. Ai familiari i sensi di cordoglio di una Jesi che saluta con affetto un personaggio a cui molti si sentivano in qualche modo legati perché testimone degli anni andati».

(c.ade.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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