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Cronaca

JESI / “DIFENDIAMO IL MADE IN MARCHE”: FIORELLA CIABOCO AMBASCIATRICE A MILANO PER AIUTARE ANCHE LE ZONE TERREMOTATE

JESI, 15 febbraio 2017 – “Sono qui per chiedere un sostegno perché tutto quello che facciamo e abbiamo fatto, nel nome della marchigianità, è frutto soltanto del nostro impegno, anche finanziario“.

E’ un fiume in piena Fiorella Ciaboco nel sostenere, presentare, programmare, l’attività del brand DifendiaAmo ilMadeinMarche, un progetto che già da alcuni anni opera a Milano per la valorizzazione dei prodotti eccellenti della nostra regione.

E il terremoto dell’agosto scorso l’ha ancora di più spinta a focalizzare la sua attenzione, l’attività, su quelle aziende marchigiane che hanno dovuto subire lo sfregio del sisma.

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Dalla sua sartoria a Jesi all’atelier milanese di 200 mq, in via De Cristoforis, zona corso Como, cuore meneghino nel quadrilatero della moda, per una vetrina che sta catalizzando il lavoro della sua terra – “sono una guerriera marchigiana” – offrendo gli spazi, gratuitamente, per la gestione del food di quelle aziende che vogliono promuovere i loro prodotti.

Fashion&food, insomma, in un abbinamento che già ora sta riscuotendo successo e che “da almeno 15 anni va alla grande in Giappone…”.

“Ma ci manca l’appoggio delle istituzioni, della Regione in particolare, manca personale che si occupi di tutto. Io lo faccio in continuazione dividendomi tra i miei abiti e i prodotti che mi arrivano per essere promossi, ma è faticoso gestire. Avevo iniziato con il Difendiamo il made in Italy ma, giustamente, il tiro si è spostato alle Marche, soprattutto dopo gli eventi sismici”.

L‘atelier della Ciaboco, oltre che per la sartoria, è punto di riferimento, ormai, importante, attraverso il quale i milanesi possono entrare in contatto diretto, conoscere e apprezzare le eccellenze della nostra terra. E, quindi, ordinarle.

Anche attraverso il coinvolgimento delle locali associazioni per la raccolta fondi destinati alle zone terremotate, fondi che derivano anche dalle aziende – alcuni titolari erano con lei, stamattima, 15 febbraio nel dehor del CaffèImperiale –  che non hanno subito danni e che destinano ai colleghi meno fortunati i proventi delle vendite.

Con lei operano attualmente la Sa.Mo., salumi, di Matelica, la Si.Gi., confetture, gelatine, vino di visciola, di Macerata, Cartechini, olio e pasta, Montecassiano, Fronzi, prodotti da forno, Pieve Torina, Carla Latini Pastificio, Osimo, Cantina Maraviglia, Matelica, Anisetta Rosati, Ascoli Piceno, Filodivino Lacrima, San Marcello, Dolciaria Marche, Monsano, azienda agrivinicola Montecappone – la prima a “sposare la causa” – Lalli Zucchero, Serra de’ Conti, Scatolificio Di Battista, Monte San Vito.

“I milanesi sono solidali, sensibili a queste iniziative, ma occorre essere al passo con i loro tempi, la loro organizzazione, il loro modo di pensare e di agire. Anche perché delle Marche conoscono appena il Conero… Per questo è importante una sinergia a tutto campo. Se da soli siamo arrivati a questo, figuriamoci cosa si potrebbe fare insieme“. Quindi chi può e chi dovrebbe, si faccia avanti.

Ogni evento in atelier, e sono tanti, è occasione per consumare prodotti marchigiani che attraverso quella porta possono aprirsi a nuovi mercati. Nel periodo pre natalizio ci si è attrezzati finanziando la fornitura di 300 scatole, con ben evidenziato il brand, nelle quali confezionare i prodotti e “persino Dolce e Gabbana, ai quali abbiamo fatto arrivare un omaggio, sono rimasti entusiasti dell’iniziativa e del… contenuto“.

(pino.nardella@qdmnotizie.it)

 

 

 

 

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