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Cronaca

Jesi Distretto sanitario: urla e insulti a una dottoressa, intervento dei Carabinieri

Momenti di tensione ieri mattina in via Guerri dove una donna ha aggredito verbalmente anche i dipendenti che chiedono più sicurezza: «Qui può entrare chiunque, servono controlli»

Jesi – Una discussione nata per una richiesta di chiarimenti su uno screening si è trasformata in una aggressione verbale ai danni di una dottoressa del Distretto sanitario dell’Ast Ancona, in via Guerri.

Il movimentato episodio è avvenuto ieri mattina, intorno alle 9.30, al secondo piano dell’edificio.

A raccontare quanto accaduto la stessa dottoressa, direttore facente funzione dell’Unità operativa complessa screening oncologici Ast Ancona.

«Ero stata preallertata da un’ostetrica dell’arrivo di una donna un po’ particolare, che voleva informazioni, per cui sono rimasta in attesa qui nel mio studio per riceverla. È entrata nel mio ufficio in modo irruento, senza bussare, era piuttosto agitata, pretendeva spiegazioni in merito a una lettera di esito, che aveva ricevuto a casa, di un esame in screening. Le ho dato le spiegazioni che cercava che, oltretutto, erano riportate nella lettera», racconta ancora un po’ scossa la giovane dottoressa.

«Ho cercato anche di tranquillizzarla in quanto la situazione non era grave, e le ho illustrato che, secondo il protocollo screening regionale, sarebbe stata ricontattata per gli approfondimenti. Ma non voleva sentire ragioni, ha iniziato a urlare di fronte a me facendosi sempre più aggressiva, minacciosa, pretendendo di ripetere gli esami oggi stesso (ieri ndr) o addirittura di volersi sottoporre a una visita ginecologica che io avrei dovuto prenotarle. L’ho invitata a uscire dal mio studio, spiegandole che non erano queste le mie mansioni, ma lei, poi, ha continuato a gridare nel corridoio. A quel punto sono arrivati anche i colleghi che hanno cercati di proteggermi mentre venivano allertati i Carabinieri, che sono intervenuti per calmarla».

Ad assistere alla scena, per poi intervenire, anche la segretaria del Dipartimento di Prevenzione.

«Ho sentito le urla e mi sono affacciata sul corridoio. La donna era molto vicina al volto della dottoressa, sembrava quasi l’inizio di una aggressione anche fisica. Mi sono messa in mezzo per dividerle, ma lei continuava a insultare e a cercare il contatto fisico».

Nel diverbio la paziente lanciava offese pesanti verso tutti.

«Ho cercato di calmarla per quello che mi era possibile, ma lei continuava a incolpare la dottoressa di responsabilità che non erano le sue, offendeva, ha offeso tutti dandoci degli inetti».

Solo dopo l’arrivo dei Carabinieri la situazione si è calmata, con la donna – già nota per episodi simili – che si è intrattenuta con loro in un ufficio messo a disposizione.

L’episodio ha riacceso la preoccupazione tra il personale sanitario della struttura di via Guerri.

«Non c’è alcun controllo agli ingressi — lamentano i dipendenti — chiunque può entrare. Non c’è un filtro, una porta, nulla. Servirebbe un front office che verifichi chi accede agli uffici e per quale motivo».

Un disagio diffuso, quello della mancanza di sicurezza, che da tempo viene segnalato dagli operatori sanitari.

«Oggi è toccato alla dottoressa e domani? L’inquietudine resta, perché qui può succedere di nuovo, a chiunque».

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