Opinioni
Jesi Donne e leadership: un futuro da costruire insieme
A Bruxelles per un’Europa più equa: la mia esperienza al Comitato Europeo delle Regioni, tra sfide e opportunità per abbattere le barriere di genere e garantire una loro maggiore rappresentanza nelle istituzioni e nella vita pubblica
Jesi – Ho partecipato come consigliere comunale di Jesi a un incontro a livello europeo a Bruxelles, incentrato sulla leadership delle donne: dare potere alle donne per cambiare il mondo, organizzato al Comitato Europeo delle Regioni.
Notando le tante attività svolte a Jesi sotto il segno dei diritti delle donne e per una maggiore ugualianza e rispetto di genere, mi hanno invitato a questo convegno al quale tramite il programma Yep 2024 ho potuto partecipare e prendere parte (programma che seleziona 150 consiglieri e consigliere comunali in tutta Europa, 6 all’Italia, per farli crescere e formare, accrescendo le loro competenze a livello locale, nazionale ed europeo).

Durante il dibattito si è parlato della resistenza, del supporto e del grande lavoro delle donne in Ucraina, da quando è iniziata la guerra in particolare. Si sono affrontati temi come la migrazione delle donne in Europa, in particolare tra Germania, Polonia e Repubblica Ceca, la prospettiva di genere in Europa e la conseguente emigrazione, la marginalizzazione delle donne nella amministrazioni locali, la sotto rappresentazione delle donne nei luoghi istituzionali, 29% ai livelli alti, e 1/3 la loro presenza nelle Regioni e nei Comuni, l’abbattimento delle barriere per la partecipazione delle donne alla vita pubblica.
Essendo l‘ugualianza di genere uno dei valori fondanti e fondamentali, come sancito anche nei Patti di Roma, bisogna fare in modo che ciò non rimanga solo sulla carta o all’interno degli uffici ma che sia un dato di fatto che poi finisce per migliorare anche la vita di tutti.
Iinvece non stiamo facendo abbastanza, in quanto le donne ancora non hanno la possibilità di accedere alle stesse opportunità nelle stesse modalità degli uomini. Le ragazze, inoltre, continuano a essere vittime di bullismo e molestie, e sempre di più sui social. C’è bisogno di un cambiamento radicale e urgente.
Se si prevede che ci vorrà ancora oltre un secolo per colmare le disuguaglianze di genere, non possiamo aspettare e dobbiamo fare la nostra parte, ogni giorno.
La realtà è che se messe nelle stesse condizioni degli uomini le donne hanno tanto potenziale da poter esprimere, ancora latente per disuguaglianza di opportunità e diritti: gli unici che devono cambiare culturalmente siamo noi uomini e credo che detto da una persona del sesso opposto, possa far capire quanto sia importante il nostro impegno per combattere il patriarcato e la disuguaglianza di genere.
Durante un mio intervento al convegno ho tenuto a sottolineare come quel soffito di vetro su di noi è come se cristallizzasse l’attuale disuguaglianza di genere. Lo vedo infatti come un bicchere capovolto. Ci sono due modi da cui possiamo attingere per distruggerlo assieme: chi vi è dentro e sotto, ossia le donne e chi vuole invece tenerlo ben saldato, da sopra, ossia l’estrema destra e gli autoritarismi che stanno avanzando.
Noi uomini che siamo sopra e non sotto questo tetto di vetro, possiamo esercitare una pressione, dobbiamo farlo, non lasciando che siano solo le donne a doverlo rompere da dentro. Una delle pressioni che possiamo dare può partire da un linguaggio adeguato come Sindaco se è maschio e Sindaca se è femmina, consigliere se è maschio e consigliera se è femmina.
Se non riusciamo neanche a passare da queste piccole cose, la battaglia sarà molto più difficile per tematiche come aborto, parità salariale e congedo parentale.
All’evento a Bruxelles hanno partecipato oltre 700 persone provenienti da tutta Europa in presenza e online.
Giacomo Mosca – consigliere comunale Pd
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