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Cronaca

Jesi Edison: istruttoria pubblica, l’impianto alla Zipa “non s’ha da fare”

Raccolte le osservazioni tecniche espresse ieri mattina in Comune dagli esperti dei vari gruppi che andranno a integrare lo schema di deliberazione consiliare redatto dagli uffici tecnici comunali e che andrà votato nel Consiglio del 26 giugno, il 19 la seconda riunione della Conferenza dei Servizi

Jesi – Un’occasione per riconfermare il no all’impianto da parte della comunità, stavolta non solo con slogan, striscioni e la partecipazione in massa del corteo di sabato scorso, ma con il supporto di dati tecnici e osservazioni procedurali che sono stati espressi ieri mattina nella sala consiliare del Comune, in occasione dell’istruttoria pubblica.

Intanto per giovedì 19 giugno, si è appreso proprio ieri, è stato convocato il secondo incontro – il primo era avvenuto lo scorso 7 maggio – della Conferenza dei Servizi nell’ambito della quale la multinazionale è chiamata a dare risposte e ulteriori chiarimenti richiesti. Tale tavolo, comunque, rimane circoscritto nell’ambito temporale dei 90 giorni a partire dal primo incontro: entro e non oltre questo termine dovrà uscire il parere – negativo o positivo – al progetto presentato da Edison Next Recology..

Una nuova tappa partecipativa, quella di ieri, alla quale hanno preso parte i gruppi consiliari, la cittadinanza, i rappresentanti di comitati e associazioni del territorio.

Stavolta a parlare sono stati gli esperti ingaggiati dai vari gruppi per mettere in evidenza le criticità tecniche e i vizi procedurali del progetto e dell’iter amministrativo che riguarda la Piattaforma polifunzionale per il trattamento rifiuti, proposta da Edison Next Recology in zona Zipa, in base ai quali – secondo quanto detto dagli intervenuti – ci sono i presupposti per il rigetto della richiesta dell’Azienda proponente.

«Gli interventi di questa mattina saranno portati all’interno del lavoro della Conferenza dei Servizi», ha affermato il sindaco Lorenzo Fiordelmondo in apertura, lasciando poi la parola al dirigente Simone Messersì, per dettagliare il lavoro svolto finora dagli uffici tecnici del Comune, per l’elaborazione dello Schema di deliberazione consiliare predisposto dal Dirigente dell’Area Urbanistica Edilizia Ambiente e Sviluppo economico.

A intervenire Massimo Gianangeli, per il Comitato Tutela della salute e dell’ambiente della Vallesina e per lAssemblea Permanente Stop Edison, Andrea Dignani per Jesi in Comune, Roberto Renzi in rappresentanza dei gruppi d’opposizione JesiAmo e Per Jesi, Osvaldo Pirani per il Partito Democratico.

Tema comune in tutti gli interventi della mattinata la questione del trattamento dell’amianto e dell’impossibilità di quantificare, prima della realizzazione dell’impianto, la dispersione nell’aria delle fibre stesse.

«Edison ha garantito in più occasioni la presenza dei filtri assoluti all’interno dell’impianto, simili a quelli di una sala chirurgica», ha detto Massimo Gianangeli.

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«Ma è pur vero che nella versione iniziale del progetto presentato alla Provincia, la quantità di amianto trattata nello stabile era indicata come na, quindi non quantificabile, mentre dopo lo studio commissionato all’Università di Tor Vergata sulla Valutazione di impatto sanitario – che ha evidenziato l’impossibilità di modellizzazione della dispersione aerodiffusa delle fibre di amianto – la relazione che Edison ha presentato a marzo 2025 parla di un grammo di amianto all’ora, quindi 4 kg di amianto l’anno».

La difficoltà di modellizzazione della ricaduta delle particelle di amianto sull’ambiente ante operam e la necessità quindi di effettuare misurazioni veritiere solo post operam, è stata indicata come criticità dell’impianto, valevole per un no, anche da Andrea Dignani che nel suo intervento si è focalizzato sul Principio di precauzione, come tutela dei rischi incerti.

«Anche di fronte a un’incidenza minima dell’amianto nell’impianto Edison non si è in grado di escludere la possibilità che si verifichino casi di malattie neoplastiche, che possono presentare sintomi anche dopo 20 o 30 anni, soprattutto in considerazione del fatto che l’impianto sorgerebbe nelle immediate vicinanze di uffici abitazioni e mensa scolastica», ha evidenziato Osvaldo Pirani facendo riferimento anche all’aumento dei livelli di inquinamento dell’aria, «tra emissioni dell’impianto e smog dovuto all’incremento dei mezzi in circolazione, in una zona già al limite».

Altro tema comune, l’aumento del traffico in città che si andrà a sommare a quello dei mezzi di Amazon ma «che non è niente se lo rapportiamo alle emissioni di ossido di azoto, ammoniaca e più in generale di polvere sottili, emessi quotidianamente dai 4 camini dell’impianto rifiuti – ha evidenziato Gianangeli, comparando i dati delle ricerche – Per gli NOx l’impatto giornaliero in atmosfera potrebbe essere paragonabile a 2,26 volte quello generato dalla movimentazione dei mezzi dell’Hub di Amazon, per le polveri sottili l’impatto giornaliero potrebbe essere paragonabile a 71,6 volte quello di Amazon».

Roberto Renzi ha parlato anche di «saturazione dell’inquinamento e imponenza dell’impianto», unitamente alla collocazione dello stesso in area troppo vicina all’abitato cittadino. Una criticità quella dell‘ubicazione e del rispetto delle distanze sollevata un po’ da tutti i relatori. Oltre al timore che, trattandosi di un impianto gestito da un’azienda privata che opera nel libero mercato, nulla le potrebbe vietare in futuro di non trattare esclusivamente i rifiuti del territorio ma di acquisire e ripulire terreni di altre aree geografiche italiane.

Ribadito da più parti anche il vizio di forma del contratto di locazione stipulato da Edison senza l’autorizzazione del Consorzio Zipa che «già avrebbe dovuto invalidare la prosecuzione dell’iter amministrativo», hanno detto gli intervenuti.

«Gli interventi che ci avete restituito stamattina sono tutti abbondantemente trattati e raccolti nello schema di deliberazione consiliare preparato dai nostri tecnici, a testimonianza che gli uffici hanno lavorato con attenzione, restituendo un dato autentico del lavoro svolto finora da tutte le parti coinvolte», ha sintetizzato il Sindaco, a conclusione dei lavori.

Le relazioni degli interventi serviranno ad integrare, laddove fosse necessario, lo schema di deliberazione comunale che sarà votato il 26 giugno in Consiglio comunale e con il quale il Consiglio si esprimerà sulla valutazione ambientale dell’impianto e sulla eventuale deroga relativa ai limiti di altezza di uno degli stabili dell’impianto.

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