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JESI / Ennio Morricone: la città ricorda il grande Maestro

Ennio morricone

Aveva omaggiato con la sua presenza a Jesi il Festival Internazionale di Musica Contemporanea

JESI, 6 luglio 2020  – Ha fatto il giro del mondo in pochi minuti la notizia della morte di Ennio Morricone dovuta alla conseguenze di una caduta. Autore delle colonne sonore più belle del cinema italiano e mondiale, aveva 91 anni.

Morricone Ennio

Ennio Morricone a Jesi (foto Anna Vincenzoni)

Nel 1997, il 29 luglio, il maestro aveva omaggiato Jesi con la presenza al Festival della musica contemporanea a Palazzo Pianetti. Quel giorno a chiusura della terza edizione degli Incontri Internazionali di Musica Contemporanea, veniva presentato l’ultimo cd  di Morricone contenente alcune opere, in prima registrazione assoluta: Ombre di lontana presenza, per viola, orchestra d’archi e nastro presentato proprio al festival e tre duetti per due viole ispirati a Dostoievskij, Il sogno di un uomo ridicolo.

In duomo, il festival si chiuse con la prima mondiale di una composizione di Ennio Morricone, ‘Il viaggio‘, ispirato al testo omonimo di Allen Ginsberg, per l’esecuzione di Paolo Calabrese, voce recitante, e Maurizio Barbetti Viola (foto in primo piano, di Anna Vincenzoni). Ennio Morricone, 2 premi Oscar (nel 2007 e nel 2016) di cui uno alla carriera, 500 colonne sonore  era nato nel frosinate. Collaborava con lui Maurizio Barbetti, violista di Santa Mariaria Nuova.

MorriconeL’11 gennaio scorso la presidente del senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, lo aveva ricordato con un premio alla carriera dicendo di lui: «Oggi consegno un omaggio alla straordinaria carriera di uno dei più grandi artisti contemporanei: Ennio Morricone. Arrangiatore, musicista, compositore, direttore d’orchestra, Morricone ha saputo come nessun altro fare della versatilità il suo marchio di fabbrica. Riconosciuto in tutto il mondo per la straordinaria capacità di far sognare il  pubblico ad occhi aperti con le sue musiche».

Lui, Morricone, che da bambino voleva fare il medico, ma che poi con il suo decennale impegno ha curato molte anime con i suo brani che colpivano dritto al cuore.

Anche la Fondazione Pergolesi Spontini ricorda il Maestro, e in una nota sottolinea come abbia lasciato «musiche dense di bellezza».

«Lo ricordiamo a Jesi, più volte, in anni passati quando fu presidente generoso e appassionato degli “Incontri internazionali di musica contemporanea, con la direzione artistica di Maurizio Barbetti, un progetto in collaborazione con il Comune di Jesi«.

«Anno 1996, era il 6 giugno. Al Teatro Pergolesi, il Maestro Morricone emozionato ascoltava, insieme al pubblico, uno dei suoi più importanti brani degli anni ’60, “Suoni per Dino, per viola e due magnetofoni”, un tributo all’amicizia e al legame professionale con il violista Dino Asciolla (1920-1994). Lo interpretava per l’occasione, davanti al maestro, lo stesso Barbetti; in sala un pubblico attento scopriva l’altro lato di un autore noto ai più per le colonne sonore di film indimenticabili, ma che fu anche sperimentatore assiduo e colto di nuova musica, come in quel brano in cui dialogavano uomo e macchina».

«Alla nostra città, il Maestro Morricone ha riservato il privilegio di ospitare in prima mondiale due suoi brani inediti, e fu anche in quelle occasioni spettatore emozionato della prima fila: nel 1997  al Duomo per “Ombra di lontana presenza” per viola, orchestra d’’archi e nastro, e nel 1998 sempre al Duomo per “Il viaggio” ispirato al testo omonimo di Allen Ginsberg».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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