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Cronaca

JESI / Ex Giuseppine, spazi ancora da definire per l’eredità Cesarini

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Il punto dopo l’incontro tra Aniep, Onlus e Comune relativo all’immobile di Piazza Pergolesi che ospiterà il “Gruppo Appartamento per la Disabilità

JESI, 10 febbraio 2021 – Un confronto tra il Comune di Jesi, l’Aniep, Associazione nazionale per la promozione e la difesa dei diritti civili e sociali delle persone disabili e la Onlus Daniela Cesarini, si è svolto nei giorni scorsi per fare il punto sulla struttura delle Ex Giuseppine (foto in primo piano) , individuata per ospitare il Gruppo Appartamento per la Disabilità.

Daniela Cesarini

Un confronto necessario dopo le perplessità espresse proprio dall’Aniep sulla soluzione individuata in Piazza Pergolesi. Sarebbero quattro, e non cinque, complessivamente gli ospiti accolti nell’immobile che per fine anno dovrebbe essere completato al grezzo.

Diversi gli aspetti da sistemare: la diminuzione della pendenza delle rampe, gli spazi insufficienti in cucina per permettere il lavoro intorno ai fornelli e il pranzo con le persone e i relativi ausili intorno al tavolo.

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Considerando quattro ospiti e non cinque, si stanno valutando soluzioni per spostare i locali nella stanza adiacente e adibendo l’attuale cucina ad altro uso, aprendo uno spazio che metta in comunicazione i due locali. Da rivedere anche le camere, che rischiano di avere dimensioni ridotte, la presenza di un solo bagno nella zona notte, e la possibilità di aprire una porta di sicurezza essendo le camere lontane dall’ingresso principale.

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L’edificio delle ex Giuseppine

Un confronto utile, volto a chiarire diversi aspetti della struttura nel rispetto delle volontà di Daniela Cesarini e delle effettive necessità di chi in futuro in quella abitazione andrà a vivere. Centrale, quindi ideale, la posizione degli appartamenti nei quali però andrebbero fatte modifiche vista la ristrettezza degli spazi.

Focus anche sull’aspetto economico: il costo previsto per l’acquisto, l’intervento e gli arredi è stimato sui 600mila euro.

Il restante denaro dell’eredità, che ammonta a un milione circa, il Comune lo ha proposto per l’abbattimento di barriere architettoniche negli edifici scolastici, mettendo a norma, così, gli ingressi. Soluzione, però, che non sarebbe in linea con quanto previsto dal testamento: la disposizione, infatti, destina tutto a servizi per le persone, un concetto immateriale da non confondere con una barriera fisica.

La proposta, che le associazioni formalizzeranno al prossimo confronto con il Comune, è quella di studiare un progetto per accogliere altre persone con disabilità. L’impegno dunque è quello di un nuovo incontro tra le parti.

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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