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Cronaca

Jesi Festa del Ramadan alla palestra, Grassetti: «Quante persone c’erano?»

L’assessore Samuele Animali in Consiglio comunale: «Le mille presenze un numero assolutamente sovrastimato», l’uso della Carbonari autorizzato «agli stessi termini e alle stesse condizioni» applicati da anni per questo appuntamento

Jesi – Il punto su cui Antonio Grassetti ha insistito di più, al termine della risposta ricevuta in Consiglio comunale in merito alla domanda di attualità presentata dal gruppo d’opposizione FdI sulle condizioni di sicurezza e sull’utilizzo della Palestra Carbonari per la ricorrenza musulmana di fine Ramadan è stato uno: l’assenza di un dato preciso sulle persone presenti nell’impianto sportivo venerdì 20 marzo.

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Per il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, infatti, la questione non riguardava la celebrazione religiosa in sé, ma la necessità di chiarire se la palestra in questione, che ospitava i fedeli accorsi, fosse stata utilizzata in condizioni pienamente compatibili con la sicurezza.

Nel suo intervento Antonio Grassetti ha voluto sgombrare il campo da possibili letture politiche o ideologiche, spiegando di avere sollevato il tema «a difesa delle persone» presenti quel giorno nella palestra che, a suo giudizio, risultava un numero molto elevato. 

«Volevamo  capire  – continua – se il Comune riconosce di avere commesso un errore, esponendo i convenuti a un rischio, oppure se ritiene ancora corretta questa scelta». Da qui anche il richiamo alla  parità di trattamento con tutti gli altri fruitori».

A rispondere è stato l’assessore allo sport Samuele Animali, che ha ricordato come l’uso della Carbonari sia stato autorizzato «agli stessi termini e alle stesse condizioni» applicati da anni per questo appuntamento. Ha spiegato che, in questo caso, non veniva utilizzata la tribuna ma il campo di gioco e che, secondo il piano di sicurezza, la capienza prevista arrivava fino a 400 persone.

Ha inoltre richiamato l’esistenza del piano di emergenza, delle prescrizioni antincendio, della presenza di steward e dei controlli agli accessi, aggiungendo che alcune persone sarebbero rimaste fuori proprio perché non più collocabili all’interno.

L’assessore ha poi contestato il numero dei presenti definendolo «assolutamente sovrastimato», ha parlato invece di numeri più contenuti, compatibili anche con gli spazi necessari allo svolgimento della preghiera e di interlocuzioni con la Questura. Secondo Samuele Animali, inoltre, afflusso, deflusso e celebrazione si sarebbero svolti in modo ordinato.

Una ricostruzione che, però, non ha convinto Grassetti.

«Non sono soddisfatto, assessore», ha ribadito il consigliere di Fratelli d’Italia.

«Resta il fatto che non siete stati in grado di fornire un numero dei presenti». Per il consigliere, al di là di conteggi, spazi e valutazioni tecniche, mancava la risposta essenziale: «Quanti ce n’erano veramente?».

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