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Cronaca

JESI / Figaro e il “taglio” a Conte: «Potevamo riaprire anche noi…»

Fase 2 dell’emergenza, i barbieri dovranno attendere sino al primo giugno per riaprire ma «è una decisione incomprensibile» secondo Graziano Fabrizi

JESI, 27 aprile 2020 – Non l’ha presa bene Graziano Figaro Fabrizi, barbiere ormai fermo nell’esercizio della sua attività, come tanti, dal giorno 11 marzo.

Sperava in qualcosa di meglio in fatto di riapertura del suo esercizio di via Gramsci. Ma l’annuncio del premier Giuseppe Conte, ieri sera in diretta, che ha posticipato al primo giugno la ripresa lavorativa del settore – insieme ai centri estetici – non l’ha accolto bene. Una partenza lenta, da Fase 1 e mezzo.

La prima reazione è stata indicibile, sorvoliamo. Come se, avendolo tra le mani in quel momento, al capo del governo avesse voluto fargli un bel taglio, di capelli ovviamente.

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Quindi, passato il bollore, pur nell’arrabbiatura, è scattato subito il raffronto con la Germania «che con le dovute precauzioni riapre il 4 maggio. Lì hanno emanato disposizioni perfette che potevamo benissimo mutuare anche noi. Comunque non siamo distanti dalle misure che sono necessarie per recarsi a fare spesa al supermercato che, poi, pure lì, non è che tutti rispettino sempre le distanze…».

Anche dal barbiere «lavoro per appuntamento e in sicurezza. Una persona per volta per un locale al di sotto dei 40 mq invece due clienti con uno spazio utile al di sopra di quella metratura se a lavorare sono in coppia».

Figaro è già pronto per ritornare a sforbiciare: «Un telo per coprire la poltrona e una casacca per me, che vanno cambiate ogni volta, nulla che si possa toccare presente nel locale e che per questo permetta una più veloce sanificazione degli spazi, niente giornali che passano di mano in mano, guanti, mascherine, soluzione alcolica per le mani, lavaggio dei capelli prima del taglio e niente barba (come nella foto in primo piano risalente al 10 marzo, un giorno prima della chiusura) per non stare di fronte al cliente».

«Certo una spesa attrezzarsi con materiale usa e getta, per ogni cliente più o meno 1.50 euro su 15-20 euro per un taglio, ma pur di lavorare e farlo in sicurezza va bene. Mi sono attrezzato anche con uno ionizzatore d’ambiente anche se, per ritornare alla Germania, lì la porta d’entrata deve rimanere rigorosamente aperta. L’importante è che si ritorni, però, a lavorare... Posticipare al primo giugno non ha senso, si poteva ripartire anche noi dal 4 maggio».

Comunque, il primo giugno cade di lunedì festa del barbiere – e il due è festa nazionale «ma io salto, aprirò senza problemi».

Quindi, sino ad allora come si fa? Si dice che c’è chi – contravvenendo alle disposizioni in atto – fa servizio a domicilio, va comunque nella case dei clienti «e non è un si dice – conferma Figaro – è vero, soprattutto sono abusivi della professione. Io mi limito a dare consigli per telefono. Mi è capitato che la moglie dovesse tagliare i capelli al marito e io ero all’altro capo del filo a consigliarla sul come fare».

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Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

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