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Cronaca

JESI / GINO BRAVI, LA VITA SI È FERMATA NELLA VASCA DEL DEPURATORE

Il tragico epilogo dopo la scomparsa avvenuta nel pomeriggio di domenica 2 dicembre

JESI, 5 dicembre 2018 – Nella notte ancora fredda, alle 4 di questa mattina, il corpo di Gino Bravi  è stato recuperato dalla vasca di ossigenazione dell’impianto di depurazione in via della Barchetta (foto in primo piano). Compito che è stato svolto dai sommozzatori dei Vigili del Fuoco, provenienti da Teramo.

Tutti gli indizi e, poi le tracce, portavano lì, in quella zona, lui la conosceva bene, aveva frequentato il vicino vivaio, in quell’impianto le cui telecamere di video sorveglianza ne avevano registrato l’ingresso. E poi i pantaloni, le scarpe, il giubbino, il cappello, i documenti, restituiti dalla vasca.

Cinque metri di melma, per una lunghezza di 40. Se il corpo fosse stato lì dentro bisognava svuotarla. E così è iniziato un lungo e complesso lavoro da  martedì, prima svuotando una metà dentro la quale, poi, far defluire il liquame dell’altra metà. E proprio in questa altra parte giaceva il corpo senza vita dell’83enne, individuato nella tarda serata.

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Di lui non si avevano più notizie da domenica pomeriggio, 2 dicembre, quando il fratello rientrando a casa non lo aveva trovato. La macchina delle ricerche è scattata intorno alle 20, con base operativa nel piazzale della chiesa di Sant’Antonio Abate – a due passi dall’abitazione di via Piandelmedico, vi risiedeva con il fratello – dove si sono concentrati i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile da tutta la provincia, coordinati da Lorenzo Mazzieri e Matteo Barrè.

Gino Bravi

La task force ha operato ininterrottamente, di giorno e di notte, impiegando anche unità cinofile, l’elicotero dei Vigili del Fuoco da Pescara, mezzi e soprattutto la volontà, la tenacia, per poter giungere a una soluzione positiva, poter ritrovare Gino sano e salvo. Nessuno si è risparmiato tra le sponde del fiume, nelle campagne, nei casolari abbandonati, compreso qualche familiare, lo chiamavano in continuazione durante le battute di ricerca, anche se lui non rispondeva. Con il passare delle ore, però, le speranze di una svolta positiva si affievolivano. Sino al tragico epilogo.

Era un uomo buono e benvoluto Gino Bravi e al dolore della famiglia si associa anche quello di tutta la comunità che le si è tretta attorno.

Pino Nardella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

 

 

 

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