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Cronaca

JESI / Gli Onafifetti: «Ciao Corrado, oggi ti vogliamo ancor più bene»

Corrado Olmi Onafifetti Jesi

“Jesiricon” fu uno dei primi spettacoli del gruppo di cabarettisti jesini a cui l’attore Olmi assistette, rimase colpito dall’ironia che non mancava neanche a lui

JESI, 29 dicembre 2020 – I nostri ricordipersonali” di Corrado Olmi sono in bianco e nero. Sprofondano nel post 68 e, via via, da allora, sono sempre stati vivi e reali, costanti, affettuosi e complici. Venne a
vedere uno dei nostri primi spettacoli nel 1969, “Jesiricon” si intitolava, e fu colpito dalla nostra concezione di satira ed ironia, doti che a Corrado non mancavano di certo.

Quella sera, dopo lo spettacolo, abbiamo fatto insieme, come fossimo coetanei, l’intera “vasca del Corso fino all’Arco Clementino, chiacchierando, ridendo e facendo schiamazzi. E fu in quella circostanza che coniò un neologismo simpaticissimo quando propose di “azotare” un nostro amico scivolato in terra perché aveva alzato troppo il gomito. E da lì al “colore” ed all’amicizia e sodalizio il passo è stato breve.

Chiaramente ognuno di noi ha avuto con la famiglia Olmi ricordi che risalgono ai nostri genitori che conoscevano questo attore che dormiva con la sponda del letto che confinava col Teatro Pergolesi, di cui già sentiva gli odori e, forse, anche il fascino del palcoscenico. La nostrastoriacon Corrado non si è mai interrotta, quando c’è stato bisogno della sua presenza in palcoscenico al nostro fianco è corso sempre con lo stimolo che l’amicizia, e l’affetto profondo e reciproco che ci legava, gli suggerivano. Non si è tirato mai indietro, straordinaria la sua presenza nello spettacolo dedicato ai nostri cinquant’anni di palcoscenico, in cui ha avuto una parte sostanziale, fra i ricordi che correvano sulle assi del Pergolesi.

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Anche noi siamo andati da lui, a Roma, lo abbiamo affiancato quando ha voluto la nostra presenza sia per presentare suoi libri scritti e illustrati sul teatro sia per farci esibire, complice la straordinaria figlia, artista completa, che è Veronica. Per anni ha regalato alla sua Città, libri, calendari da lui disegnati, con un tratto preciso e felicemente ironico, per anni si è sempre speso perché il ricordo delle assi del Pergolesi non andasse mai dimenticato.

Eravamo con lui ogni volta che Corrado, da quel grande artista che era, dedicava qualche suo lavoro a Jesi. Aveva talmente tanti aneddoti da raccontarci, sempre diversi e nuovi, arricchiti dallo smalto che li faceva diventare attuali, non accaduti tanti anni prima, che solo Corrado sapeva inventare.


Il lavoro con personaggi, da Totò a Gassmann, dai de Filippo ad Alberto Sordi ed altri mille grandi, lo hanno quotidianamente arricchito, lui che è stato attore di cinema, teatro e tv, scenografo, cantante, pittore, nastro d’argento come miglior attore non protagonista per “La cena” di Ettore Scola e che era partito da Jesi, un giorno, in macchina insieme a Valeria Moriconi ed al marito Aldo, verso Roma, per entrare definitivamente nel mondo della cultura. Potremmo raccontare tanti momenti importanti che hanno scandito la nostra vita accanto, con e per Corrado e lui per noi. Ci fu a fianco nello spettacolo del nostro trentennale di attività, intervenendo come attore protagonista in “Ci chiamavamo forse …gioventù” nel 1999 e lo stesso fece per la festa dei nostri cinquant’anni, nel 2018, sempre al Pergolesi di Jesi, in “Ridendo e scherzando 50 ne fo”, presentato da Pino Strabioli, suo grande amico. In estate, quando veniva al mare a Falconara, non abbiamo mai saltato un anno, tranne questo maledetto 2020, per incontrarci, discutere insieme e stargli vicino con qualche idea, anche se non serviva, nella stesura dei suoi libri ma, soprattutto, per farci una solenne mangiata di pesce. Una presenza, la sua in palcoscenico con noi, che non poteva non suscitare ammirazione ed affetto nel pubblico.

La nostra sintonia è stata quella che si può avere soltanto se si è Amici, anche se diversi anni ci dividevano. L’età, in teatro, non conta; recitava, cantava e disegnava come se ​fosse, ancora, un giovane pieno di curiosità verso tutto.

Ci ha voluto molto bene, noi lo abbiamo ricambiato totalmente, lo abbiamo considerato parte della nostra vita. Oggi lo piangiamo perché sappiamo che non lo risentiremo più al telefono, da Roma, un giorno sì e un giorno no, magari solo per scambiare qualche parola di saluto e qualche battuta.

Non amava la retorica, e noi vogliamo ricordarlo così, anche se il cuore è pieno di pianto e tante sono le sensazioni e le emozioni che si accavallano. Ecco, amava totalmente la sua dolce metà, Lucia, che lo ha lasciato da poco più di un anno e con la quale non vedeva l’ora di ricongiungersi.

Ciao Corrado, ti vogliamo, oggi, ancor più bene anche se restiamo un po’ più soli.
Gli Onafifetti

Leggi anche : JESI / “CORRIERE DEL POMERIGGIO”, L’ULTIMO LIBRO DI CORRADO OLMI DEDICATO AGLI ONAFIFETTI

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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