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Cronaca

JESI / GLI OTTO APPARTAMENTI DELL’ERP, IL TEMPO PASSA MA ALLE “CARCERETTE” I LAVORI SONO FERMI

 

Tutto immobile al cantiere per la ristrutturazione di 8 alloggi Erp

Tutto immobile al cantiere per la ristrutturazione di 8 alloggi Erp

 

JESI, 14 giugno 2016 – Sui lavori di recupero di 8 alloggi di edilizia residenziale pubblica, nonché di alcuni locali destinati ad uso diverso, in passato si è scritto in abbondanza; il tutto, però, faceva riferimento al nome di quell’immobile, quello che gli jesini conoscono meglio. Stiamo parlando, infatti, delle “Carcerette”, l’immobile di via Posterma che confina con Piazza Sacco e Vanzetti. Anni addietro l’Erap, l’Ente regionale per l’abitazione pubblica delle Marche decise di ristrutturare quello che sulle carte era descritti come “Palazzo Pianetti” per ricavarne, come detto, alloggi e magazzini. Tutto cominciò quando Comune e Ministero delle infrastrutture intrapresero la strada del finanziamento. Il permesso a costruire arrivò nell’aprile 2006 e due anni dopo, il 15 aprile 2008, fu espletata la gara d’appalto, aggiudicata al CO.PRO.L.A. (Consorzio di produzione lavoro artigiano) che sulla base d’asta di €. 1.451.306,32 ha presentato un ribasso d’asta del 24,248%, sottoscrivendo così un contratto di €. 1.159.509,67. I lavori furono consegnati il 24 gennaio 2013 e sarebbero dovuti terminare 570 giorni, vale a dire che l’impresa avrebbe dovuto completare gli interventi previsti entro il 17.04.2014.
Poco prima che arrivasse il fatidico giorno d’aprile del 2014, segnalavamo la lentezza nei lavori e già ipotizzavamo l’impossibilità, per l’impresa appaltante, di onorare il contratto sottoscritto, vale a dire che il Consorzio non avrebbe chiuso il cantiere.
Nelle settimane e nei mesi successivi a quell’agosto 2014 abbiamo più volte fatto visita (e rapportato i lettori) a quel cantiere, ma non siamo stati in gradi di segnalare significativi passi avanti; molto spesso nel cantiere non si è notata la presenza di alcun lavoratore. Più il tempo passava e più i cittadini si convincevano di trovarsi di fronte ad una incompiuta (all’epoca le Carcerette facevano coppia con la nuova sede del Commissariato di Polizia).
cartellocarceretteNelle settimane scorse la sorpresa. Hanno ripreso i lavori? Vi domanderete. Neanche per sogno. Visto che il termine di scadenza del contratto non era stato rispettato si è pensato bene di “ritoccare” il tabellone posto sulla facciata dell’immobile. Badate bene, non abbiamo scritto rimuovere, bensì ritoccare perché al primo sguardo il tabellone sembra quello originario, ma guardando bene si notano delle correzioni. È cambiato, ad esempio, il Direttore operativo così come il coordinatore per l’esecuzione. I vari importi (base d’asta, oneri per la sicurezza, importo di aggiudicazione e persino il ribasso d’asta) non sono stati toccati. Vi chiederete, e allora dov’è la stranezza? Eccola che arriva. Nel tabellone originale c’era scritto: “Data consegna lavori 24/01/2013” oggi quella data è stata “corretta” ed è diventata 28/01/2016, vale a dire cinque mesi or sono. Immutata la durata dei lavori, 570 giorni che di conseguenza fanno slittare la “Durata contrattuale di ultimazione lavori” allo 08/07/2017, cioè tra un anno.
Come sia potuto avvenire questo non è dato sapere, anche perché l’impresa appaltatrice risulta essere ancora una volta il Consorzio di Produzione lavoro artigiano, nessuno ha rimosso le attrezzature montate 3 anni e mezzo fa, il cumulo di calcinacci e mattoni è sempre li, seminascosto da un lungo telo. Non solo, in questi mesi in cui le precipitazioni piovose non hanno risparmiato il territorio anche il tetto risulta privo di adeguata copertura.
Chi sa parli. Il cittadino vuole sapere che fine fanno i suoi soldi.

(sedulio.brazzini@qdmnotizie.it)

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