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Jesi Graffiti e creatività urbana: rinnovata la convenzione con i writers

Nell’ottica di promuovere la sperimentazione artistica e riqualificare alcune aree pubbliche, il Comune ha prolungato fino al 2029 il patto di collaborazione con il gruppo di giovani

Jesi – «Il Comune, attivando connessioni tra le diverse risorse presenti nella società, promuove e valorizza forme di cittadinanza attiva per l’intervento di cura e di rigenerazione dei beni comuni urbani, inteso quale concreta manifestazione della partecipazione alla vita della comunità, nel perseguimento dell’interesse generale», così recita l’Articolo 11 dello Statuto Comunale sulla Cittadinanza Attiva.

Nell’ottica della rigenerazione urbana e della cura degli spazi comuni, unita a incentivare la sperimentazione artistica come strumento per la riqualificazione di aree urbane o di immobili pubblici, il Comune ha rinnovato il patto di collaborazione con il gruppo di 18 writers, che era stato sottoscritto in data 10 gennaio 2023, confermando la volontà di riservare una quota degli spazi pubblici «allo svolgimento di attività volte alla promozione della creatività urbana e in particolare di quella giovanile».

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Il rinnovo prevede il prolungamento del patto di collaborazione per altri tre anni a partire dalla data di scadenza, avvenuta il 22 gennaio 2026, fino al 22 gennaio 2029, al gruppo dei 18 writers inoltre, sono stati aggiunti altri due nominativi e ora sono 20.

Questi i giovani creativi coinvolti nella collaborazione con il Comune: Giorgio Bartocci, Sebastiano Branchesi, Nicola Canarecci, Elia Cardini, Sasha Cicchini, Francesco Dottori, Michele Droghini, Leonardo Gambini, Andrea Luzi, Leonardo Marchionni, Davide Salvatore Marra, Mattia Paganucci, Filippo Pettinari, Giacomo Santo, Roberto Scortichini, Riccardo Tartaglini, Luca Testadiferro, Federico Zenobi, a cui si sono aggiunti: Francesco Marchesani e Maurizio Cecconi.

Il patto prevede che «il gruppo writers possa realizzare opere di graffitismo sulle pareti dei muri di proprietà comunale, situati nelle seguenti vie, meglio descritte nella documentazione fotografica agli atti d’ufficio: via Ricci, via Caduti del Lavoro, via Roncaglia, via Salvemini, via XX luglio (muro alto dopo la rotatoria provenendo da scuola Monte Tabor), via XX Luglio (muro prima della rotatoria provenendo da scuola Monte Tabor), via Aldo Moro, uscita parco del Liceo Scientifico Leonardo da Vinci, lato parcheggio, muri di Ponte Pio (sottopasso ferroviario vicino all’ingresso della superstrada), via Spina, muri parco antistadio Carotti (ingresso Curva), sottoponte Parco del Ventaglio».

Finora sono state tante le produzioni creative di questi giovani writers che hanno dato nuova vita alle pareti della città, spesso spoglie e ingrigite o che riportavano i tratti sbiaditi di precedenti graffiti. Creatività in azione sulla quale abbiamo scritto diversi articoli. E sono stati proprio alcuni di loro, lo scorso anno, a spiegarci la differenza tra murales e graffiti che possono essere accomunati per chi è del settore ma non sono la stessa cosa.

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«I murales sono dipinti veri e propri realizzati sul muro e rappresentano una forma di pittura, che può essere associata al muralismo messicano. Mentre i graffiti, che corrispondono alle creazioni che facciamo noi, nascono in America negli anni ’70 e consistono nella realizzazione di una scritta che corrisponde a un nomignolo, a una sigla, a lettere sparse, che si evolve sul muro e a cui possono essere associati disegni».

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