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Jesi Il pubblico assolve Paride nel “Giudizio” al Teatro Pergolesi

Senza raggiungere un verdetto unanime, il pubblico votante ha deciso che è innocente (tutto è già stato deciso dal destino) per il 56%, è colpevole (esiste il libero arbitrio) per il 44%

JesiParide è innocente. Accusato di deicidio per aver ucciso Achille, eroe di sangue divino, Paride principe di Troia è stato giudicato dalla corte formata dal pubblico del Teatro Pergolesi, il luogo in cui si è tenuto il processo del Tribunale dell’Olimpo presieduto dalla dea Hera, con Atena quale pubblico ministero e Afrodite come avvocato difensore (testimoni Apollo, Artemide, Asclepio e Zeus).

Senza raggiungere un verdetto unanime, il pubblico votante al termine dell’opera lirica Il giudizio di Paride (il dato è la somma di entrambe le recite del 29 e 30 novembre) ha deciso come segue:

Paride è innocente (tutto è già stato deciso dal destino): 56%

Paride è colpevole (esiste il libero arbitrio): 44%

L’opera, commissionata dalla Fondazione Pergolesi Spontini al compositore Paolo Marchettini e al librettista Fabio Ceresa, ha coinvolto, sabato e domenica scorsi, gli spettatori della 58ma Stagione Lirica di Tradizione, in prima esecuzione assoluta.

Direttore Gianluca Martinenghi sul podio del Time Machine Ensemble, regia di Fabio Ceresa, luci di Marco Scattolini, scene e costumi – rispettivamente, di Bruno Antonetti e Giulia Negrin, vincitori della V edizione del Concorso dedicato a Josef Svoboda “Progettazione di Allestimento scene e costumi di Teatro Musicale” riservato a iscritti al Biennio di Specializzazione in Scenografia delle Accademie di Belle Arti di Macerata, Bologna, Venezia, Carrara, Bari e Brera.

Nella compagnia di canto, Laura Stella (Hera), Gaia Cardinale (Atena),  Elena Antonini (Afrodite), Benedetta Mazzetto (Artemide/Apollo), Mattia Fiocco (Asclepio), Alessandro Abis (Zeus); danzatori: Rachele Montis, Giulia Vacca, Claudia Floris, Samuel Moretti.

In un gioco raffinato tra ironia e tragedia, Il giudizio di Paride alterna solennità e comicità, in una cornice mitologica che diventa riflessione sul libero arbitrio e il destino. 

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