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Cronaca

JESI / Il ricordo indelebile lasciato dal professor Antonio Ramini

Oggi la cerimonia funebre in forma privata

JESI, 31 marzo 2020 – In forma privata – causa le restrizioni imposte – si è svolta oggi, con rito cattolico, la cerimonia funebre per il  professor Antonio Ramini, deceduto nel primo pomeriggio di ieri nella propria abitazione di via Mura Occidentali. La salma sarà cremata e le ceneri tumulate nel cimitero cittadino.

A poche ore dalla sua scomparsa sono ancora in tanti coloro che gli hanno dedicato un ricordo, un pensiero, nei confronti dell’uomo, dello storico, del docente, dell‘erudito, che ha lasciato dietro di sé un’impronta indelebile nelle cose di questa città.

Il collega e amico, professor Vittorio Massaccesi, scrive «Ci siamo conosciuti da sempre, ma soltanto nell’ultimo ventennio ci siamo trovati a stare insieme in alcune attività. Particolarmente con l’Università degli adulti che lui ha diretto per tanti anni con particolare attenzione e intelligenza, e presso la quale ha sempre, quasi con insistenza, chiesto la mia collaborazione come docente. A lui dobbiamo tanto sul piano culturale, data la sua eccezionale preparazione, nel campo della quale ha dato alla città tanto di se stesso con scritti, conferenze, dibattiti. Ha amato la scuola, il suo liceo classico, ha amato la sua città e la sua storia. Ha espresso tante volte il suo attento parere in ordine alle iniziative culturali delle Amministrazioni comunali. Ha accettato volentieri di far parte dell’assemblea della Fondazione Carjsi dimostrando interesse e una presenza sempre puntuale e attenta. Ha avuto chiare posizioni politiche personali pur senza mai accettare impegni ufficiali nel campo politico. Era pronto alla conversazione e al rispetto delle posizioni culturali e politiche degli altri. Si potrebbe dire che sia stato un sereno militante della laicità intesa come rispetto di ogni religione, di ogni orientamento politico senza con ciò cadere nel disinteresse e nella mancanza di un orientamento personale. Men che meno in un agnosticismo. Era delicato nel manifestare il proprio punto di vista verso qualsiasi problema che si evidenziava sia nelle conversazioni sia nel mondo politico-sociale, soprattutto se riferito alla sua città. Rispettava il punto di vista altrui ed esortava indirettamente ad approfondire il tema senza voler prevaricare».

Un pensiero di cordoglio anche dalla sezione del Pri X Marzo nella persona del segretario Giordano Filonzi che ricorda: «Figura di altissimo profilo, con grandi doti umane e professionali. Alla moglie Katia Mammoli, ai figli e a tutti i familiari un forte abbraccio e le più sentite condoglianze».

Tra gli altri abbiamo chiesto a Maria Teresa Chechile, impegnata con lui in una lodevole iniziativa del Circolo Cittadino, un ricordo del professore che descrive con grande ammirazione:

«E poi capita che nel corso della propria esistenza ci si imbatta in persone come il prof Ramini. Di lui ricorderò sempre la sua piacevole leggerezza nell’accogliere e nel disquisire. Una conoscenza, la nostra, che nel tempo ci ha portato più volte ad incrociare pensieri filosofici e introspettivi dell’essere. Forse non a caso, oggi, nella drammaticità del momento, le sue parole riecheggiano in me fluttuanti e leggere. Proprio come era lui nel raccontare. Buon viaggio prof Ramini».

Gianni Gualdoni regista e ricercatore, direttore della Fondazione Alessandro Lanari: «Ho appreso con mestizia della scomparsa del prof. Antonio Ramini, per me che ho avuto il privilegio di una vicinanza personale di reciproca stima amichevole. Uno studioso di valore, erudito e serio ma anche estremamente curioso e aperto, di una rotondità intellettuale che ho potuto sperimentato da metà anni ’90, quando condivise l’innovativa e appassionante avventura culturale della rivistaParadigmi e Idee” di cui ero editore: “Ti sarò un collaboratore instancabile”, mi disse offrendo la sua adesione redazionale e così fu, anche in altre successive occasioni, sempre con prezioso apporto di acuta conoscenza storica e letteraria in doti di grande affabulatore. Tra molte immagini che mi affiorano alla mente negli anni, vorrei ricordarlo come credo tanti mai lo videro prima, un paio d’anni fa al Convivio Settecentesco a Palazzo Honorati Carotti, in tempo di Carnevale; elegante come sempre con il suo passo da luminare ottocentesco, ma con una deliziosa e destabilizzante mascherina dorata a ricoprirne gli occhi: non sembri irriverente, tanto più in questo frangente, è solo per ricordare che il rinomato dotto di paludata accademia che tutti conobbero era anche un uomo di grande spirito e profonda amicale simpatia».

Anche la Fondazione Pergolesi Spontini ha espresso «vicinanza e cordoglio alla famiglia del prof. Antonio Ramini, fondatore e presidente della Libera Università degli Adulti di Jesi. Lo ricordiamo con grande affetto, abbonato storico del Teatro Pergolesi».

Cristina Amici degli Elci

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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