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Attualità

JESI / Il sipario covid sceso sugli spettacoli, Luca Butini: «Capisco le perplessità»

L’assessore alla cultura e medico immunologo: «La prevenzione va fatta prima dei danni»

JESI, 27 ottobre 2020 – La chiusura dei teatri, le perplessità degli operatori e anche la frustrazione di chi lavora nel settore e teme per il futuro, nonché la manifestazione annunciata per il 30 ottobre prossimo in tutta Italia: l’emergenza sanitaria fa tremare il mondo della cultura.

Luca Butini

Molte le realtà che si erano rimboccate le maniche per affrontare la riapertura, dopo il lockdown, avevano pensato a stagioni intere nel rispetto dei protocolli anti-contagio e infatti i teatri sono luoghi sicuri come emerge da un’indagine elaborata dall’Agis – Associazione Generale Italiana dello Spettacolo.

Una decisione difficile da digerire, ma cosa ne pensa l’assessore alla cultura del Comune di Jesi, nonchè di professione immunologo, Luca Butini?

«Il Ministro per i beni e le attività culturali Dario Franceschini ha recentemente ribadito che il non è il “luogo teatro” l’oggetto della penalizzazione, poiché i teatri sono luoghi sicuri, ma che occorre limitare gli spostamenti che le attività dello spettacolo richiedono. È pur vero che per altri settori, che comuqnue comportano spostamenti, non ci sono stati i medesimi provvedimenti».

Butini con il sindaco Bacci riaprivano il Teatro dopo il lockdown

Nella nostra città erano stati recentemente presentati i programmi della Stagione lirica curata della Fondazione Pergolesi Spontini e quello del Teatro ragazzi con l’Atgtp. Ci saranno margini di manovra per rivedere la decisione?

«Trovo giusto che si cerchi un dialogo col Governo ma sinceramente non so quali margini potranno esserci. Proprio in questi giorni c’è stato un incontro tra la Fondazione e l’Atit (Teatri italiani di tradizione): certo è che quelle realtà finanziate dagli Enti hanno prospettive differenti rispetto agli altri, sono più protetti, però hanno tirato la cinghia in modo significativo dimostrando grande capacità di adattamento».

Massimo Bacci, Cristian Carrara, Luca Butini, Lucia Chiatti

Crede che gli sforzi fatti saranno vani?

«Non credo che il lavoro fatto andrà sprecato: la Stagione lirica al Pergolesi era su misura. Speriamo di scoprire una parte del repertorio lirico che viene poco rappresentato affinché si guardi in un’ottica di innovazione e non di limitazione. Stesso discorso per l’Atgtp».

Tolti i panni da assessore alla cultura e messi quelli da medico immunologo all’ospedale di Torrette, cosa ne pensa di queste restrizioni?

«La prevenzione va fatta prima che vi siano i danni. Non possiamo di certo agire a seconda del numero dei morti ma dobbiamo intervenire prima di tornare a come eravamo lo scorso marzo: in questa ottica ci sta che si intervenga prima. La situazione attuale ferisce, si sarebbe potuto tutti fare di più: ora non fasciamoci la testa e impariamo dagli errori».

Si sarebbe potuto fare di più, lei stesso in diverse occasioni si è appellato alla responsabilità di ognuno.

«Nelle zone più colpite, penso al Bergamasco, ad esempio, ci sono meno diagnosi che altrove: non sono immuni ma stanno attenti, l’hanno pagata carissima, sono stati tantissimi i morti. Dove non è accaduto niente, o comunque in misura molto minore, c’è stata meno attenzione».

Speriamo adesso di averla capita tutti.

Eleonora Dottori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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