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Cronaca

JESI / Il triste destino della “roccaforte rossa”, senza candidati per le regionali

Un declino politico impensabile fino a qualche anno fa per una città che è sempre stata un punto di riferimento per la sinistra marchigiana e nazionale

 

JESI, 30 giugno 2020 –  Les jeux sont faits rien ne va plus, azzarda in un francese molto scolastico il vecchio militante della Casa del Popolo.

In quella frase però c’è tutto il suo smarrimento, la delusione che la roccaforte rossa ormai non esiste più. È rimasta una garitta da dove l’ultimo giapponese, il segretario cittadino Stefano Bornigia, sta difendendo con le unghie e coi denti quel poco che è rimasto di un glorioso passato.

Stefano Bornigia

Il segretario dem, Stefano Bornigia

Ieri sera (29 giugno) due circoli democrat su tre hanno riunito gli iscritti per decidere chi appoggiare alle prossime elezioni regionali. Paradossalmente, dei tre nomi circolati nessuno ha il dna jesino o della media Vallesina. Due sono di Falconara e una di Monte San Vito che tutto sommato possiamo dire è pur sempre Vallesina.

Quello che un tempo era un punto di forza per la sinistra, capace di esprimere due consiglieri regionali, Jesi ora fa i conti con un presente che si presenta con un volto pieno di rughe, stanco.

Gramsci”, “Aldo Moro”, “Casa del Popolo”: sezioni jesine del partito che negli anni d’oro della politica sono state palestre per la formazione della classe dirigente jesina.

Marco Polita, Fabiano Belcecchi, Daniele Olivi, Augusto Melappioni, Enzo Giancarli e tanti altri hanno tenuto alto il nome di questi circoli.

La Casa del Popolo

«Stavolta però – sospira il vecchio militante – nessuno si è fatto avanti per candidarsi alle regionali e ci siamo trovati nomi che ovviamente conosciamo ma che non hanno radici jesine».

E stasera la terna sarà proposta al terzo circolo, alla Casa del Popolo. Nel “cuore” della sinistra jesina dove di quei tempi c’era il via vai per assicurarsi un posto in lista. Adesso invece è il deserto.

«Certo, non possiamo addossare le colpe a Bornigia – spiega il nostro militante – perché si è dato da fare. Ha chiesto e in alcuni casi supplicato ma la risposta è sempre stata la stessa: niente da fare. Tutti lo hanno ringraziato ma è finita qui».

Ovviamente una linea Maginot il Partito democratico doveva pur inventarla ed è questa: «L’importante è che chi sarà eletto in Consiglio regionale porti avanti le istanze di Jesi e della Vallesina».

Ma chi sono i candidati che troveranno l’appoggio dei militanti jesini? L’assessore uscente Manuela Bora, Emanuele Lodolini e Antonio Mastrovincenzo. Chissà se sapranno far ritrovare l’entusiamo perduto e serrare i ranghi. Chissà…

(redazione)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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