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Cronaca / Video intervista

Jesi Il vescovo Gerardo: «Sono sereno, vado dove c’è bisogno di me» – Video

Porterà la sua disponibilità a Macine di Castelplanio e alle vicine unità parrocchiali, gli succede mons. Paolo Ricciardi, 56 anni, vescovo di Gabi e ausiliare a Roma


Jesi – Sarà, dunque, mons. Paolo Ricciardi a succedere al vescovo Gerardo Rocconi nella guida della diocesi jesina.

L’annuncio dell’arrivo del successore ieri mattina, durante la cerimonia di saluto in Cattedrale, dove aveva convocato i sacerdoti diocesani e quanti sono impegnati nei vari uffici diocesani.

«Avendo raggiunto l’età di 75 anni, è il momento di lasciare il posto a un nuovo vescovo, in molti mi chiedete come sto. Io sto bene, affronto questo momento con grande serenità e pace interiore, dono dello Spirito Santo, ma anche di un esercizio quotidiano guidato dagli insegnamenti dei Fratelli di Charles Focault, che ricordano il non attaccamento ai ruoli o alle cose materiali e il seguire la volontà del Signore, il Signore agisce in noi e mi porta altrove, dove c’è bisogno di me».


Queste le parole commosse di don Gerardo – così come commossi erano anche i fedeli presenti in chiesa – che ha speso poi parole di encomio nel riassumere il ricco curriculum di esperienze e competenze del vescovo che gli succederà e ha spiegato anche che, nonostante la sua originaria diocesi di Senigallia lo abbia caldamente invitato a rientrare, la sua scelta è quella di restare in Vallesina, precisamente a Macine di Castelplanio: si trasferirà nella casa parrocchiale della chiesa di Santa Maria del Cammino, con il parroco don Gianfranco Ceci. E qui sarà d’ausilio alle vicine unità parrocchiali.

Entro febbraio è previsto l’arrivo a Jesi di monsignor Paolo Ricciardi, 56 anni, nato a Roma il 14 marzo 1968. Entrato nel Pontificio Seminario Romano Maggiore, è stato ordinato presbitero il 2 maggio 1993 per la Diocesi di Roma. Ha conseguito la Licenza in Teologia Biblica presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma. Eletto vescovo titolare di Gabi e ausiliare di Roma il 23 novembre 2017, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 13 gennaio successivo.

Nel Vicariato è stato delegato pro tempore dell’Ordo Virginum (dal 2019 al 2024) e direttore dell’Ufficio per il clero (dal 2023 al 2024). Era il vescovo ausiliare per il Settore Est e responsabile dell’ambito della Chiesa ospitale e “in uscita”.

Fino al suo arrivo a Jesi, che richiederà qualche settimana, don Gerardo resterà come Amministratore apostolico. Durante la cerimonia di ieri mattina, la lettura di una lettera inviata da mons. Ricciardi alla città.

«Sono emozionato per questa nomina, che ho appreso il 21 gennaio al mio rientro dal pellegrinaggio a Fatima».

«Sento un richiamo forte verso questo incarico, riecheggiano le parole di Maria alle nozze di Cana Fate quello che egli vi dirà», ha scritto, manifestando la sua volontà di affidarsi a di Dio e chiedendo poi la benevolenza della comunità jesina.

«Vi chiedo di farmi spazio nei vostri cuori, il Signore ci unirà. Ho pregato San Settimio di guidarmi in questo nuovo incarico, chiedo anche a voi di fare una preghiera per me».

Poco dopo la cerimonia sono arrivate anche le parole del sindaco Lorenzo Fiordelmondo che ha telefonato a mons. Paolo Ricciardi per esprimergli personalmente le più vive felicitazioni per la nomina a Vescovo della Diocesi di Jesi, anticipandogli che troverà ad accoglierlo una città e un territorio dove sono ben radicati i valori di solidarietà, pace e convivenza civile e democratica e le solide relazioni tra Comune e Diocesi, nonché il dialogo interreligioso.

Al tempo stesso ha espresso a mons. Gerardo Rocconi un caro saluto, ringraziandolo per la lunga e positiva attività pastorale svolta alla guida della Diocesi di Jesi, anticipando che vi sarà l’occasione per tributare pubblicamente il meritato e riconoscente attestato di stima e gratitudine.

Don Gerardo è stato nominato vescovo di Jesi da Papa Benedetto XVI il 26 marzo 2006 e consacrato il successivo 29 aprile, sono quindi quasi 19 anni che guida la Diocesi, con grande umiltà, disponibilità e una capacità di ascolto e misericordia che lo ha reso molto caro alla comunità jesina che ha partecipato con grande commozione e dispiacere al suo addio all’incarico, esprimendo con la preghiera e un grande applauso finale la sincera gratitudine per il suo operato di questi anni, l’affetto e l’ammirazione che i fedeli provano per lui.


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