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Cronaca

Jesi In piazza per i 10 anni dall’omicidio di Giulio Regeni

La città ha ricordato il dottorando italiano dell’Università di Cambridge torturato e ucciso in Egitto nel 2016 dopo essere stato rapito il 25 gennaio, il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, invece, presente a Fiumicello Villa Vicentina, il paese d’origine, per la giornata commemorativa

Jesi – Ieri, domenica 25 gennaio, cadeva il decimo anniversario della scomparsa di Giulio Regeni, rapito, torturato e ucciso in Egitto nel 2016.

Una ricorrenza che anche la Consulta per la Pace cittadina, con il patrocinio del Comune, ha voluto ricordare pubblicamente, ribadendo la volontà di non fermarsi finché verità e giustizia non saranno pienamente accertate su una vicenda che continua a segnare la coscienza civile del Paese.

Il corpo senza vita del giovane dottorando italiano dell’Università di Cambridge fu ritrovato il 3 febbraio successivo nelle vicinanze di una prigione, riconducibile ai servizi segreti egiziani, e presentava evidenti e gravissimi segni di tortura.

Nella serata di ieri, in Piazza della Repubblica, si è svolto un flash mob all’insegna del colore simbolo delle iniziative dedicate a Giulio Regeni, i presenti erano, infatti, legati simbolicamente da un nastro giallo.

Il momento più intenso è stato alle 19.41, l’orario in cui inviò il suo ultimo messaggio, ultima traccia della sua vita.  

La Città di Jesi è da sempre molto vicina alla famiglia Regeni, al padre Claudio e alla mamma Paola Deffendi, già ospiti della Consulta per la Pace il 6 gennaio 2018alla loro richiesta di verità, come è scritto anche nello striscione esposto sul balcone del Comune che si affaccia su Piazza della Repubblica, dove si legge  “Verità e Giustizia per Giulio Regeni” 

«A 10 anni dalla scomparsa continuiamo a chiedere verità e giustizia per la sua famiglia e per la nostra dignità di esseri umani», le parole del sindaco Lorenzo Fiordelmondo che proprio ieri si è recato ancora una volta a Fiumicello Villa Vicentina, paese d’origine di Giulio, per assistere, nel corso della giornata commemorativa, all’anteprima del film-documentario“Tutto il male del mondo”, prodotto da Ganesh Fandango per la regia di Simone Manetti e scritto con Emanuele Cava e Matteo Billi, presentato appunto in anteprima nazionale nella ricorrenza del decimo anniversario dalla scomparsa.

Il titolo richiama un’espressione coniata dalla madre di Giulio, in riferimento alle condizioni in cui versava il corpo del figlio, torturato e ucciso in Egitto, al momento dell’autopsia e del riconoscimento.

«Sono qui tra tantissime persone che nel nome di Giulio continuano a fare cose bellissime -, – ha detto il Sindaco, presente per la prima – farò in modo di portarlo anche a Jesi».

«Più passa il tempo e più la vicenda appare esemplare di un momento storico in cui la violenza politica prevale sui diritti fondamentali e in nome della ragion di Stato e della legge del più forte si giustificano i crimini più efferati e si smantellano i principi sui quali si fondano la convivenza civile e la democrazia. Non c’è democrazia senza verità», ha affermato  il vicesindaco Samuele Animali.

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